8 sept. 2018

Sobre la Señora que no ve. Una visión juridico-cristiana


Adriano Prosperi
Justice Blindfolded. The Historical Course of an Image
Leiden: Brill (Series: Catholic Christendom, 1300-1700), 2018, 260 pp.
ISBN: 9789004362208

 
Justice Blindfolded gives an overview of the history of "justice" and its iconography through the centuries. Justice has been portrayed as a woman with scales, or holding a sword, or, since the fiftteenth century, with her eyes bandaged. This last symbol contains the idea that justice is both impartial and blind, reminding indirectly of the bandaged Christ on the cross, a central figure in the Christian idea of fairness and forgiveness.
In this rich and imaginative journey through history and philosophy, Prosperi manages to convey a full account of the ways justice has been described, portrayed and imagined.
 
Preface to the Italian Edition
Preface to the English Edition Index of Illustrations
Chapter One. Scale and Sword, Eyes and Blindfold: the Attributes of Justice
Chapter Two. Justice, That is to Say God
Chapter Three. The Blindfold
Chapter Four. Jesus, Barabbas and the Good Thief
Chapter Five. Justice and Grace
Chapter Six. Miracles and Salvation
Chapter Seven. The Divine Eye of the Law
Chapter Eight. Changes in Symbols
Chapter Nine. The Veil of Justice and the Risks of the Limelight.


 
Adriano Prosperi, Ph.D (1968), Scuola Normale Superiore, Italy, is Emeritus Professor of Early Modern History. He has published extensively on the Reformation, the Tridentine Council, and the idea of faith in Western Europe. His most recent books are Giustizia bendata: percorsi storici di un’immagine (Torino, 2009), a study of Luther, Lutero. Gli anni della fede e della libertà (Milan, 2017) and a history of the death penalty, Crime and Forgiveness: Christianizing Execution in Medieval Europe (Harvard University Press, 2018)


 
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Adriano Prosperi
Giustizia bendata
Percorsi storici di un'immagine
Torino: Casa editrice Einaudi (Serie: Einaudi Storia)
2008, XXII – 260 pp.
ISBN 9788806194031
La benda sugli occhi, un attributo dell'immagine simbolica della giustizia come donna, è al centro del percorso disegnato nelle pagine di questo libro. Se in una celebre poesia di Edgar Lee Masters se ne fa uso per criticare la cecità delle corti e l'arbitrarietà delle sentenze, la benda appare nell'iconografia ufficiale la garanzia dell'imparzialità e incorruttibilità dei giudici.
Di questo attributo viene qui ricostruito l'atto di nascita nel 1494, la rapida diffusione nel contesto dell'età della Riforma protestante e la fortuna successiva. Indagando le ragioni di tanta e cosí rapida fortuna (che non toccò però l'Italia) se ne è individuata quella fondamentale nella potente suggestione religiosa della narrazione evangelica di Gesú bendato e deriso: un modello di sofferenza e di perdono che dette nuovo impulso alla figura della dea Giustizia trasmessa dal paganesimo antico alla cultura dell'Europa occidentale. Risulta evidente, dalla ricostruzione dei percorsi dell'immagine, che in essa si sono incontrati e sovrapposti temi diversi e spesso conflittuali: la domanda di misericordia, la speranza nel risarcimento ultraterreno per tutte le vittime dell'ingiustizia, la promessa di incorruttibilità dei giudici, la protesta contro gli errori della giustizia umana. Dopo l'attesa medievale del Giudizio universale, l'esigenza della giustizia imparziale dominata dallo sguardo di Dio trovò la sua incarnazione nell'asserita investitura divina dei poteri politici e religiosi. Per dare poi vita nel Settecento all'idea del tribunale della pubblica opinione come espressione sostitutiva dell'antico simbolo dell'occhio di Dio. Ma nel mondo contemporaneo la spettacolarizzazione di crimini e processi si accompagna a una crisi della giustizia che sembra destinata a rendere nuovamente attuale e problematico il simbolo della benda.
«Tutti sanno quanto sia radicato nelle abitudini della nostra cultura il bisogno di rappresentarsi idee, esigenze, istituzioni con immagini simboliche e quanto sia importante fra tutte le altre quella della giustizia. Al di là dei casi concreti, delle figure di reato e delle regole scritte, al di là delle istituzioni e dei poteri, l'immagine riassume e fissa un profilo ideale di ciò che ci si attende, che si desidera o che si teme. E fra tutte le immagini simboliche quella della giustizia possiede per sua natura un primato, recando con sé uno speciale patrimonio di emozioni e di valori e una capacità di accendere i sentimenti dei singoli come quelli delle masse. Giustizia: un sistema di leggi e di tribunali, un complicato assetto istituzionale di uomini, di poteri e di ruoli, una complessa macchina dove rituali carichi di tradizione e norme razionali continuamente aggiornate definiscono delitti e pene».

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