Tuesday, May 20, 2014

Tácito y el IIIer Reich. Sobre lecturas xenófobas de ‘Germania’, con breve escolio.


Publio Cornelio Tacito
La Germania:
Dall’Impero romano al Terzo Reich tra civiltà e barbarie
A cura Nicola Pice
Testo latino a fronte
Stilo Editrice, Bari, 2014, 160 pp.
ISBN 978-88-6479-112-8

Quanto ancora può essere attuale un testo della letteratura latina? Non è forse la qualità intrinseca di un classico quella di saper parlare a ogni epoca, veicolando significati universali?
La Germania di Tacito è un testo nato per descrivere i barbari che premevano ai confini settentrionali di un Impero ormai in decadenza, per far sì che i Romani imparassero a conoscere le temibili popolazioni che avevano inflitto l’indimenticata sconfitta di Teutoburgo.
Ritradotta (male, a dire di Gramsci) da Filippo Tommaso Marinetti, l’opera di Tacito è stata strumentalizzata dal nazismo, che la considerava manifesto della purezza germanica.
L’introduzione di Nicola Pice racconta due millenni di interpretazioni della Germania, e la sua traduzione (con testo a fronte) è arricchita da note esplicative e da suggerimenti etimologici: il tutto per una lettura su più livelli di approfondimento, ciascuno godibile e in grado di arricchire il lettore.

Nicola Pice, docente di Lettere classiche e dottore di ricerca in Scienze dell’antichità classica e cristiana, Storia della tradizione e della ricezione, si è occupato di teatro classico, di poesia epica e di dialettologia e tradizioni popolari. Ha pubblicato Alcesti e le Alcesti (Il Castello 2011), La similitudine nel poema epico (Edipuglia 2003), e curato Il Libro dei miracoli di Cosma e Damiano (Ed Insieme 2014), Alceste prima Alceste seconda di Alfieri (Edipuglia 2013), Lessico dialettale bitontino di G. Saracino (Edipuglia 2013), Il soldato ripieno di sé di Plauto (Barbera 2009), La Samia di Menandro (Edipuglia 2000). È fra gli autori del manuale di Grammatica greca Imperfetto Perfetto Piuccheperfetto (Cappelli 2009).

 


Christopher B. Crebs
Un libro molto pericoloso
La ‘Germania’. Dall’Impero romano al Terzo Reich tra civiltà e barbarie

Trad. di Maria Luisa de Seta
Postfazione di Paolo Fedeli
Il Lavoro Editoriale, Ancona, 2012; br., pp. 256.
ISBN: 9788876636974

Lo storico e senatore romano Cornelio Tacito aveva scritto la Germania negli anni successivi a Domiziano con l'intenzione di celebrare, attraverso la descrizione degli usi e costumi degli antichi germani, le virtù dei romani delle origini. Crudeli in battaglia, rozzi ma moralmente integri, feroci difensori della propria libertà, i germani, secondo Tacito, non si erano mai mescolati con altre nazioni. Scritta per sferzare gli animi contro la tirannide, l'opera divenne invece, in anni moderni, uno strumento del potere. Dell'opera si persero le tracce nel Medio Evo fino a quando essa ricomparve nel XV secolo tra i codici che l'umanista Enoch di Ascoli, allievo di Francesco Filelfo, aveva acquisito nelle biblioteche del nord Europa. Riscoperta dagli umanisti, l'opera divenne ben presto riferimento dei sostenitori della supremazia della cultura tedesca come l'umanista Conrad Celtis, e poi dei protestanti, fino a trasformarsi in una bibbia del Nazismo. "Un libro molto pericoloso", titolo che riprende la definizione della Germania di Tacito di un grande storico italiano, Arnaldo Momigliano, è un testo affascinante. La ricostruzione attentamente documentata e scientificamente rigorosa di una vicenda che sembra la sceneggiatura di un film di avventura.

Christopher B. Krebs is an Associate Professor of Classics at Stanford University.


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En Germania, de Tácito, se cumple con rigor el hexámetro de Terentianus Maurus en De litteris, de syllabis, de metris, 1286 –tantas veces atribuido con error a Horacio– que declara: Pro captu lectoris habent sua fata libelli.


Un casi imberbe Heinrich Himmler lo leyo en septiembre de 1924 durante un viaje en tren, cuando era aún personal de Gregor Strasser, líder del movimiento Nationalsozialistische Freiheitsbewegung. La facismacón fue total. Años más tarde, con ocasión de los Juegos Olímpicos de Berlín el año 1936 Hitler interesó de Mussolini el traslado a Alemania del Códice Aesinas, propiedad de Conte Balleani, donde el original se contenía. A pesar de la excelente disposición del líder italiano, la deseada entrega no se produjo. Los alemanes hubieron de conformarse con una copia facsímil, elaborada con devoción por Rudolph Till, Director del Departamento de Filología clásica y Estudios históricos de la Universidad de Munich. Hubo, no obstante, alguna edición diplomatica anterior, bien cuidada y de bella factura.

Tras la caída del Gobierno de Mussolini (1943), Himmler volvió sobre el asunto, biscando el modo de ‘atraerse’ el texto, al que Hitler había definido como “texto clave’ sobre “la conciencia nacional alemana”. En julio de 1944 comandos SS fueron instruidos y enviados al Palazzo Balleani en Piazza de Jesi para localizar el manuscrito, sin que la misión obtuviera el prometido éxito. Fatalidades del destino. Nunca lograron descubrir el lugar en que la familia Balleani lo había ocultado.

Más peripecias corrió Códice Aesinas tras la guerra, algunas desventuradas, como el daño originado por las crecidas del río Arno. Restaurado, pero con marcas de agua que resultaron secuelas permanentes, la familia poseedora lo vendió a la Biblioteca Nazionale de Roma en 1994, donde actualmente está catalogado como el Códice de Vittorio Emanuele 1631.

Además de los nazis, Germania, de Tácito, interesó a otros muchos con anterioridad. Fue uno de ellos Jacob Ludwig Carl Grimm, quien en 1835-1836 dictó en Gottingen un curso sobre él, estructurado en tres partes (los pueblos germánicos, las antigüedades jurídicas y la mitología), recuperado por uno de los estudiantes (Germania. Ed. et quae adres Germanorum pertinere videntur e reliquo Tacitino opere excerpsit Jacobus Grimm, Gottingae, in Libraria Dieterichiana 1835, 127 pp.). [Disponible en: http://books.google.es/books?hl=es&lr=&id=ZqVbAAAAcAAJ&oi=fnd&pg=PA1&dq=Jacob+Grimm+:+%22GERMANIA%22+DI+TACITO&ots=8l_95ganDm&sig=mFDsJ1QTTqLyEzp9-GUX46uZVvo&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false ]
Un breve análisis del contexto romántico en el que se despertó el interés de Jacob Grimm hacia Tácito con relación a la civilización germana e indo-europea puede seguirse en Raoul Manselli, “Jacob Grima:un corso sulla ‘Gemania’ di Tacito”, en La Cultura (Roma), 15,1 (1977), pp. 105-112. Más extensas referencias al habent sua fata libelli se hallarán en La Fortuna di Tacito dal sec. XV ad oggi. Atti del Colloquio. (Urbino, 9-11 ottobre 1978), a cura di Franco Gori e Cesare Questa, Università degli Studi, Urbino, 1979, 256 pp.
Con todo, sígueme pareciendo útil y bien formado el trabajo de Carlo Lessona, La Germania di G. Cornelio Tacito: saggio storico-giuridico, Tip. Angelo Locatelli nel R. Albergo di Virtù, Torino, 1884, 74 pp.

J.C.G.

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