Monday, September 09, 2013

Letteratura e Amministrazione pubblica, cioè la burocrazia e l'ironia. Da Napoleone ai giorni nostri, de Laclos a Foster Wallace, passando per Kafka


Luciano Vandelli
Tra carte e scartoffie. Apologia letteraria del pubblico impiegato
Il Mulino (Colana Intersezione), Bologna, 2013, 304 pp.
ISBN: 9788815241658


Zelanti o lavativi, capaci o perdigiorno, molti giganti della letteratura – da Gogol’ a Stendhal, da Svevo a Dickens – hanno indossato le «mezze maniche» del pubblico impiegato, vivendo la quotidianità di quel mondo fatto di mediocrità e routine, ma traendone idee, personaggi, ambienti che hanno ispirato grandi capolavori. Queste pagine ci restituiscono le vicende, ora tristi ora divertenti, spesso surreali, di scrittori e di personaggi immaginari accomunati dal medesimo destino impiegatizio, seguendo le tracce del rapporto tra letteratura e burocrazia in luoghi, culture, epoche, generi assai distanti: dalla Francia alla Russia, dalla Mitteleuropa alla letteratura anglosassone, dai nostri Travet e Policarpo sino alla spy-story e alla fantascienza. E svelando anche legami inconsueti, come quelli tra Balzac e Marx, tra Kafka e Weber o, ancora, tra Tolkien, Asimov e i politologi.


Prefazione

I. Letterati e burocrati
II. Il pubblico impiego nelle grani tradizioni letterarie
III. L’ufficio come ambiente letterario
IV. Problemi e peculiarità del pubblico impiegato
V. Il garbuglio burocratico
VI. Qualche considerazione, per concludere

Appendici
Tav. 1 – Storia dell’amministrazione e suoi riflessi nella letteratura
Tav. 2 – Amministrazioni pubbliche e impiegati scrittori
Tav. 3 – I gradi dei funzionari nella letteratura russa


Luciano Vandelli (1946), Professore ordinario di Diritto amministrativo nell'Università di Bologna, insegna Diritto degli enti locali nella Facoltà di Giurisprudenza e Ordinamento degli enti locali nella Scuola di specializzazione in studi sulla amministrazione pubblica (SPISA); Scuola della quale è stato Direttore tra il 1997 e il 2000.

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