Sunday, April 28, 2013

El Derecho del reves/ El revés del Derecho. Humor serio. La ´exhuberancia irracional' del boom legislativo

Antonello & Marco Martinez
Quando il diritto va a rovescio. Riflessioni semiserie sull'involontaria comicità della legge
Sperling & Kupfer, Milano, 2013, 213 pp.
ISBN: 978-8820053765

Siamo la patria di Cicerone e del diritto romano, forse il prodotto che abbiamo esportato con più successo nel mondo. Sarà per tenere alta la bandiera che ci ostiniamo a fare leggi su leggi? In Italia se ne contano almeno 200.000, uno sproposito in confronto alle 7.000 francesi e alle 3.000 inglesi. E purtroppo, a forza di emanare, la situazione si è talmente ingarbugliata che neppure gli addetti ai lavori sanno come applicare le norme senza cadere nel ridicolo. Così può succedere che un giudice consideri una pacca sul sedere a una dipendente come "mera esortazione ad una maggiore operatività" o un sindaco ordini ai suoi concittadini di non morire (a onor del vero, non ha ancora preso provvedimenti contro i trasgressori). Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in Florida, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli siano a campione o a tappeto). Gli avvocati Marco e Antonello Martinez si lanciano in una dotta e divertente disquisizione sugli imprevedibili risvolti del diritto, raccontando con amara ironia gli strafalcioni dei tribunali, i fraintendimenti del legalese, gli eccessi di zelo interpretativo, l'insondabile soggettività delle sentenze. Infine spiegano quali sono i reati più trendy e convenienti perché, in questa giungla di codicilli, a un povero criminale che voglia documentarsi sulle norme esistenti non resta il tempo per trasgredirle.

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Quando il diritto va a rovescio” di Antonello e Marco Martinez (2013)

“Quando il diritto va a rovescio” è un libro di rapida lettura e divertente, senza ambizioni scientifiche, scritto da due avvocati, Antonello e Marco Martinez, che affianca a una “tipica” raccolta di frasi, aneddoti, episodi e documenti particolari correlati al mondo della giustizia, alcune riflessioni sullo stato generale dell’ambiente legale italiano corredate, in alcuni punti, di utili statistiche e tabelle.
Vengono predilette, nel volume, situazioni comiche o surreali senza trascurare, però, alcuni aspetti importanti di politica legislativa quali la proliferazione ormai fuori controllo delle leggi, le difficoltà di interpretazione delle stesse, le possibilità di elusione delle norme più importanti.
Lo scritto ha due anime: in alcune sezioni gli autori rielaborano o riferiscono e commentano notizie di cronaca (spesso già a conoscenza del non giurista, dal momento che hanno destato grande scalpore nell’opinione pubblica. Si pensi ad alcune sentenze della Corte di Cassazione in tema di relazioni interpersonali o di diritto di famiglia) e dati che illustrano il quadro politico italiano, mentre in altre sezioni vengono riportati episodi “spot” o frasi opportunamente scelte per far sorridere (spesso con un fondo amaro) il lettore.
Il libro si apre con un Capitolo dedicato all’idiozia di molte leggi italiane, spaziando dall’ambito fiscale a quello della protezione dei dati e della privacy. E in questa parte ce n’è per tutti i gusti: dalle scadenze fiscali quasi quotidiane alle decine di tasse e accise che ci portiamo dietro da oltre cent’anni, dal complesso e problematico rapporto dei cittadini con la parte peggiore della burocrazia e della Pubblica Amministrazione sino alla promulgazione di leggi assurde nella loro ratio o di impossibile interpretazione/comprensione per il cittadino comune.
La narrazione procede poi con l’analisi del panorama legislativo internazionale, selezionando una rassegna di provvedimenti per certi versi incredibili, individuati Paese per Paese e brevemente commentati. Anche in questo caso gli Autori hanno prediletto norme assurde o inconcepibili per un legislatore rigoroso.
Si passa all’analisi dell’ambiente della magistratura, riportando nelle pagine alcuni giudicati sorprendenti e idonei a suscitare stupore, dibattito o polemiche, soprattutto in tema di diritto di famiglia e di lesione al decoro, alla reputazione o all’onore.
Non mancano, ovviamente, gli avvocati, il loro mondo e tutto ciò che vi ruota attorno: il rapporto con il cliente, linee difensive particolari o a dir poco originali, frasi celebri riprese da atti, da verbali o dall’esperienza quotidiana.
Una parte dello scritto è dedicata al cliente e al suo complesso rapporto con il legale, descritto attraverso dialoghi e lettere ai confini della realtà, e alle Forze dell’Ordine, analizzate muovendo da verbali o da surreali episodi di cronaca.
La parte conclusiva è dedicata ai criminali, soprattutto a rocamboleschi tentativi di reato che dimostrano non tanto la furbizia quanto la stupidità dell’agente, e a un’analisi dei reati più comuni anche con riferimento alla possibilità di successo e alle migliori strategie per evitare di incorrere, appunto, in comportamenti stupidi.
Il motto “Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meno dormono la notte”, attribuito a Otto von Bismarck, apre il libro, e già indica l’approccio che sarà tenuto dagli Autori: cercheranno di illustrare, recuperandoli da fonti certe e più o meno verificate, episodi che possano essere utili per testimoniare questo difficoltoso rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto.
La più originale è l’ultima parte, dove per ogni reato che abbia come fine un guadagno (esclusi, quindi, quelli passionali o violenti) si valuta il cosiddetto “rischio d’impresa”, il rapporto costi/benefici e la strategia migliore per portarlo a compimento.
Il libretto, dicevo, è di agile lettura. Le parti più divertenti sono quelle che riportano accadimenti reali o riferimenti concreti all’assurdità di alcune situazioni anche tramite la parziale anonimizzazione di veri atti giudiziari.


http://www.domenicale.org/?p=1130

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Quando il diritto va a rovescio

8 March, 2013 Redazione di luce Servizi esclusivi

I casi limite che quotidianamente vengono a galla nei Palazzi di giustizia di tutta Italia danno un segno di quelle che possono essere le storture nell’amministrazione del diritto. Un tema al quale dedicano la loro attenzione gli avvocati oristanesi Antonello e Marco Martinez nel libro “Quando il diritto va al rovescio – Riflessioni semiserie sull’involontaria comicità della legge”, in uscita per la casa editrice Sperling & Kupfer (Pagg. 216 – Euro 15,00).

“I due avvocati ci fanno avventurare nella giungla delle norme e dei tribunali italiani”, si legge in una nota della casa editrice. “ Un libro così impietoso da far morir dal ridere. Se non ci fosse da piangere”.
Un’anticipazione di questi contenuti era venuta lo scorso anno, quando i Martinez su questi argomenti avevano tenuto una lezione all’Università di Aristan, promossa dal fratello Filippo.

Gli autori
Antonello Martinez è fondatore dello Studio Martinez & Novebaci con sede principale a Milano, ed è consigliere giuridico parlamentare e presidente dell’Associazione italiana degli avvocati d’impresa.
Marco Martinez, del Foro di Oristano, porta avanti la tradizione forense di famiglia, arrivata ormai alla quinta generazione.

Il contenuto del libro
“La legge non ammette ignoranza, ma un esame di coscienza sarebbe utile”, si legge nella scheda di presentazione della Sperling e Kupfer . “Come si fa a orientarsi tra 694 scadenze fiscali e 200.000 norme (contro le 7.000 francesi e le 3.000 inglesi)? Alcune sono ridicole, come il divieto di morire a Falciano, con buona pace dei centenari; o la sentenza che assolve chi lapida l’inquilino moroso”.
“Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in California, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli sono a campione o a tappeto)”.
“Fra ironia e sberleffo, con retrogusto molto amaro, due serissimi avvocati passano in rassegna le assurdità del diritto perché, tra legalese, codicilli e verdetti beffa, se gli italiani non rispettano le leggi, qualche ragione ce l’hanno”.

http://corrieredellaluce.com/antonello-marco-martine/


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He recibido en cordial obsequio un ejemplar de esta divertida obra. La viajó desde Italia una de mis alumnas, Susana B.F. Creo que ni ella ni yo hemos incurrido en 'cohecho pasivo impropio' (de momento, al menos). Sí es claro para mi que tan agradables sorpresas como éstas merecen toda mi gratitud. Trato de instruir a mis alumnos en el interés hacia los libros y las librerías de aquellos lugares a los que les lleva el ocio y la curisidad; creo que no es un complemento prescindible entre los universitarios. Del resto, aparte las menudas gotas de humor con que los autores rocían las páginas del libro, está de fondo -como cuestión grave y seria- el asunto de la exabundantia normativa, que con trazas más que preocupantes coloniza nuestro presente jurídico. También la ´exhuberancia irracional' de ese boom legislativo.
Gracias, Susana B.F.
J.C.G.




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