Tuesday, April 30, 2013

El aforismo en España, apenas ayer


José Ramón González
Pensar por lo breve
Aforística española de entresiglos (1980-2012)
Ediciones Trea, Gijón, 2013, 344 pp.
ISBN: 978-84-9704-711-1


La limitada visibilidad del aforismo, condenado a circular por cauces de distribución minoritaria, ha impedido percibir con claridad la importancia que el género ha ido adquiriendo en España a lo largo de los últimos treinta años. Poco a poco, pero sin pausa, el número de libros de aforismos, publicados por lo general en pequeñas editoriales ?y en tiradas aún más pequeñas?, ha venido creciendo desde principios de los años ochenta, hasta conformar en la actualidad un extenso corpus alejado del gran público y escasamente estudiado. De ahí que un libro como éste, en el que se ofrece un detallado panorama del aforismo español de entresiglos y una amplia selección de textos de autores de diferentes promociones, pueda entenderse como el resultado de una tarea que se planteaba ya como urgente. El autor describe con detalle el alcance del fenómeno en el campo literario español, reflexiona sobre el aforismo como género de discurso y ofrece una amplia muestra de las variantes que el género ha adoptado en España desde 1980. El resultado es un amplio mosaico de textos que, sin duda, sorprenderán al lector por su riqueza y profundidad.


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José Ramón González (México D. F., 1959), es profesor de Literatura de la Universidad de Valladolid desde 1990. Pensar por lo breve se nos ofrece como un estudio y una antología de la aforística española de entresiglos (1980-2012). Entre sus obras está El cuento español en el siglo XX (2002) y la recuperación de obras y escritores del exlio español.

De los seleccionados aquí desdetacan, entre otros, Carlos Castilla del Pino, Sánchez Ferlosio, Eugenio Trías, Rafael Argullol, Andrés Trapiello, Carlos Marzal o Andrés Neuman. Y, con sobrado motivo, tanto Carlos Edmundo de Ory -¡qué tan divertida inteligencia la del ‘postismo’- como mi muy recordado buen amigo Rafael Pérez Estrada (Málaga, 1934-2000).

No dudéis que su lectura es un placer. Lo serán también las que aún habrán de publicarse, más cercanas al mañana que al hoy.
Tampoco dudéis nunca, sentencio, que pensar por lo breve es una de las formas más libres de pensar.

J.C.G.

Sunday, April 28, 2013

El Derecho del reves/ El revés del Derecho. Humor serio. La ´exhuberancia irracional' del boom legislativo

Antonello & Marco Martinez
Quando il diritto va a rovescio. Riflessioni semiserie sull'involontaria comicità della legge
Sperling & Kupfer, Milano, 2013, 213 pp.
ISBN: 978-8820053765

Siamo la patria di Cicerone e del diritto romano, forse il prodotto che abbiamo esportato con più successo nel mondo. Sarà per tenere alta la bandiera che ci ostiniamo a fare leggi su leggi? In Italia se ne contano almeno 200.000, uno sproposito in confronto alle 7.000 francesi e alle 3.000 inglesi. E purtroppo, a forza di emanare, la situazione si è talmente ingarbugliata che neppure gli addetti ai lavori sanno come applicare le norme senza cadere nel ridicolo. Così può succedere che un giudice consideri una pacca sul sedere a una dipendente come "mera esortazione ad una maggiore operatività" o un sindaco ordini ai suoi concittadini di non morire (a onor del vero, non ha ancora preso provvedimenti contro i trasgressori). Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in Florida, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli siano a campione o a tappeto). Gli avvocati Marco e Antonello Martinez si lanciano in una dotta e divertente disquisizione sugli imprevedibili risvolti del diritto, raccontando con amara ironia gli strafalcioni dei tribunali, i fraintendimenti del legalese, gli eccessi di zelo interpretativo, l'insondabile soggettività delle sentenze. Infine spiegano quali sono i reati più trendy e convenienti perché, in questa giungla di codicilli, a un povero criminale che voglia documentarsi sulle norme esistenti non resta il tempo per trasgredirle.

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Quando il diritto va a rovescio” di Antonello e Marco Martinez (2013)

“Quando il diritto va a rovescio” è un libro di rapida lettura e divertente, senza ambizioni scientifiche, scritto da due avvocati, Antonello e Marco Martinez, che affianca a una “tipica” raccolta di frasi, aneddoti, episodi e documenti particolari correlati al mondo della giustizia, alcune riflessioni sullo stato generale dell’ambiente legale italiano corredate, in alcuni punti, di utili statistiche e tabelle.
Vengono predilette, nel volume, situazioni comiche o surreali senza trascurare, però, alcuni aspetti importanti di politica legislativa quali la proliferazione ormai fuori controllo delle leggi, le difficoltà di interpretazione delle stesse, le possibilità di elusione delle norme più importanti.
Lo scritto ha due anime: in alcune sezioni gli autori rielaborano o riferiscono e commentano notizie di cronaca (spesso già a conoscenza del non giurista, dal momento che hanno destato grande scalpore nell’opinione pubblica. Si pensi ad alcune sentenze della Corte di Cassazione in tema di relazioni interpersonali o di diritto di famiglia) e dati che illustrano il quadro politico italiano, mentre in altre sezioni vengono riportati episodi “spot” o frasi opportunamente scelte per far sorridere (spesso con un fondo amaro) il lettore.
Il libro si apre con un Capitolo dedicato all’idiozia di molte leggi italiane, spaziando dall’ambito fiscale a quello della protezione dei dati e della privacy. E in questa parte ce n’è per tutti i gusti: dalle scadenze fiscali quasi quotidiane alle decine di tasse e accise che ci portiamo dietro da oltre cent’anni, dal complesso e problematico rapporto dei cittadini con la parte peggiore della burocrazia e della Pubblica Amministrazione sino alla promulgazione di leggi assurde nella loro ratio o di impossibile interpretazione/comprensione per il cittadino comune.
La narrazione procede poi con l’analisi del panorama legislativo internazionale, selezionando una rassegna di provvedimenti per certi versi incredibili, individuati Paese per Paese e brevemente commentati. Anche in questo caso gli Autori hanno prediletto norme assurde o inconcepibili per un legislatore rigoroso.
Si passa all’analisi dell’ambiente della magistratura, riportando nelle pagine alcuni giudicati sorprendenti e idonei a suscitare stupore, dibattito o polemiche, soprattutto in tema di diritto di famiglia e di lesione al decoro, alla reputazione o all’onore.
Non mancano, ovviamente, gli avvocati, il loro mondo e tutto ciò che vi ruota attorno: il rapporto con il cliente, linee difensive particolari o a dir poco originali, frasi celebri riprese da atti, da verbali o dall’esperienza quotidiana.
Una parte dello scritto è dedicata al cliente e al suo complesso rapporto con il legale, descritto attraverso dialoghi e lettere ai confini della realtà, e alle Forze dell’Ordine, analizzate muovendo da verbali o da surreali episodi di cronaca.
La parte conclusiva è dedicata ai criminali, soprattutto a rocamboleschi tentativi di reato che dimostrano non tanto la furbizia quanto la stupidità dell’agente, e a un’analisi dei reati più comuni anche con riferimento alla possibilità di successo e alle migliori strategie per evitare di incorrere, appunto, in comportamenti stupidi.
Il motto “Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meno dormono la notte”, attribuito a Otto von Bismarck, apre il libro, e già indica l’approccio che sarà tenuto dagli Autori: cercheranno di illustrare, recuperandoli da fonti certe e più o meno verificate, episodi che possano essere utili per testimoniare questo difficoltoso rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto.
La più originale è l’ultima parte, dove per ogni reato che abbia come fine un guadagno (esclusi, quindi, quelli passionali o violenti) si valuta il cosiddetto “rischio d’impresa”, il rapporto costi/benefici e la strategia migliore per portarlo a compimento.
Il libretto, dicevo, è di agile lettura. Le parti più divertenti sono quelle che riportano accadimenti reali o riferimenti concreti all’assurdità di alcune situazioni anche tramite la parziale anonimizzazione di veri atti giudiziari.


http://www.domenicale.org/?p=1130

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Quando il diritto va a rovescio

8 March, 2013 Redazione di luce Servizi esclusivi

I casi limite che quotidianamente vengono a galla nei Palazzi di giustizia di tutta Italia danno un segno di quelle che possono essere le storture nell’amministrazione del diritto. Un tema al quale dedicano la loro attenzione gli avvocati oristanesi Antonello e Marco Martinez nel libro “Quando il diritto va al rovescio – Riflessioni semiserie sull’involontaria comicità della legge”, in uscita per la casa editrice Sperling & Kupfer (Pagg. 216 – Euro 15,00).

“I due avvocati ci fanno avventurare nella giungla delle norme e dei tribunali italiani”, si legge in una nota della casa editrice. “ Un libro così impietoso da far morir dal ridere. Se non ci fosse da piangere”.
Un’anticipazione di questi contenuti era venuta lo scorso anno, quando i Martinez su questi argomenti avevano tenuto una lezione all’Università di Aristan, promossa dal fratello Filippo.

Gli autori
Antonello Martinez è fondatore dello Studio Martinez & Novebaci con sede principale a Milano, ed è consigliere giuridico parlamentare e presidente dell’Associazione italiana degli avvocati d’impresa.
Marco Martinez, del Foro di Oristano, porta avanti la tradizione forense di famiglia, arrivata ormai alla quinta generazione.

Il contenuto del libro
“La legge non ammette ignoranza, ma un esame di coscienza sarebbe utile”, si legge nella scheda di presentazione della Sperling e Kupfer . “Come si fa a orientarsi tra 694 scadenze fiscali e 200.000 norme (contro le 7.000 francesi e le 3.000 inglesi)? Alcune sono ridicole, come il divieto di morire a Falciano, con buona pace dei centenari; o la sentenza che assolve chi lapida l’inquilino moroso”.
“Quanto a esiti assurdi siamo comunque in buona compagnia: in California, per esempio, è vietato fare sesso con i porcospini mentre in Thailandia è obbligatorio indossare le mutande (e verrebbe da chiedersi se i controlli sono a campione o a tappeto)”.
“Fra ironia e sberleffo, con retrogusto molto amaro, due serissimi avvocati passano in rassegna le assurdità del diritto perché, tra legalese, codicilli e verdetti beffa, se gli italiani non rispettano le leggi, qualche ragione ce l’hanno”.

http://corrieredellaluce.com/antonello-marco-martine/


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He recibido en cordial obsequio un ejemplar de esta divertida obra. La viajó desde Italia una de mis alumnas, Susana B.F. Creo que ni ella ni yo hemos incurrido en 'cohecho pasivo impropio' (de momento, al menos). Sí es claro para mi que tan agradables sorpresas como éstas merecen toda mi gratitud. Trato de instruir a mis alumnos en el interés hacia los libros y las librerías de aquellos lugares a los que les lleva el ocio y la curisidad; creo que no es un complemento prescindible entre los universitarios. Del resto, aparte las menudas gotas de humor con que los autores rocían las páginas del libro, está de fondo -como cuestión grave y seria- el asunto de la exabundantia normativa, que con trazas más que preocupantes coloniza nuestro presente jurídico. También la ´exhuberancia irracional' de ese boom legislativo.
Gracias, Susana B.F.
J.C.G.




Saturday, April 27, 2013

Sobre el modelo textual de la Codificación. Conferencia del Prof. Carlos Petit. Università de Macerata


Prof. Dr. Carlos Petit Calvo
Catedrático de de Historia del Derecho de la Universidad de Huelva (España)

Il codice-testo. Questioni di storia della codificazione
Università de Macerata, Piaggia dell'Università 2, Aula Magna
29 April 2013, 5:00 pm

Friday, April 26, 2013

Cervantismo y psicoanálisis. Guerra y Trauma.

Jean-Max Gaudillière
Françoise Davoine
A bon entendeur, salut !
Face à la perversion, le retour de Don Quichotte
Editions Stock (coll. L'autre pensée), Paris, 2013, 386 pp.
ISBN: 9782234069534


Le premier Don Quichotte avait pour charge de soigner les traumas de guerre et d'esclavage de son père, Miguel de Cervantès.
En écrivant Don Quichotte, pour combattre la mélancolie (Stock, Paris, 2008, 445 pp. ISBN: 9782234061682)*, et en adoptant pour titre de son livre une expression de Cervantès lui-même, Françoise Davoine livrait une telle lecture du deuxième bestseller mondial après la bible, et l'adressait aussi aux analystes comme un manuel de psychanalyse.
La relation de parole entre l'écuyer Sancho Pança et son maître incluait une analyse très fine du transfert dans l'exploration des traumas.
Quelque dix ans plus tard, à la veille de sa propre mort, Cervantès repart à l'attaque, cette fois-ci confronté à la perversion. Le prétexte lui en était donné par le plagiat anonyme qui dépossédait Don Quichotte et son auteur de la gloire européenne, et même mondiale, des aventures de l'ingénieux hidalgo.
Françoise Davoine et Jean-Max Gaudillière emboîtent le pas à ce nouveau voyage extraordinaire où la perversion s'étale au grand jour, organisatrice d'un lien social, voire d'un mode de gouvernement. Cervantès va montrer comment la folie s'y confronte : là encore, le champ d'action et d'amour défini à l'attention des lecteurs est déployé dans toute la spécificité de cette recherche.
Sa fiabilité repose essentiellement sur la force de la parole donnée, qui doit traverser les petits et les gros mensonges, la séduction et le secret, les abus et les crimes, pour authentifier ce que la folie montre, faute d'une altérité suffisamment fiable pour recevoir ce témoignage.
Françoise Davoine et Jean-Max Gaudillière ont pris le parti de suivre ce nouvel et dernier périple du héros de Cervantès : en effet, ce dernier a décidé de le faire mourir à la fin de la fiction, pour éviter à son héros de nouvelles contrefaçons éditoriales.
Entretemps, il nous enseigne l'efficacité de sa démarche, toute folle qu'elle apparaît. Les «bons entendeurs» que sont les psychanalystes sauront reconnaître l'expérience acquise au contact des traumas de guerre, et recevoir aussi quelques histoires cliniques qui illustrent la démarche quichottesque, soutenue finalement par un seul principe : trauma, folie, même combat.
La perversion, qui s'entend ici de tout lien social, massif ou limité à l'espace singulier, réduisant le sujet à l'état d'un objet, constitue la véritable cible du roman, comme aussi de ce deuxième livre consacré aux combats victorieux du héros cervantin.
À bon entendeur, salut !

Jean-Max Gaudillière est docteur en sociologie et agrégé en lettres classiques. Ils a travaillé aussi bien en hôpital psychiatrique que dans le privé. Il dirige avec Françoise Davoine un séminaire à l'EHESS à Paris et collabore avec plusieurs unités de soin aux États-Unis..
Françoise Davoine, Agrégée de lettres classiques, maître de conférences à l'EHESS, est écrivain et psychanalyste. Elle a notamment publié La Folie Wittgenstein (EPEL, 1991), Mère folle (Arcanes, Eres, 1998) et, avec Jean-Max Gaudillière, Histoire et Trauma (Stock, 2006), et Don Quichotte, pour combattre la mélancolie (Stock, 2008).

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* Recensiones de Christine Loisel-Buet (octobre 2009) en http://www.oedipelesalon.com/pdf_doc/C_Loisel-Buet.pdf, y Séverine Mathelin « Françoise Davoine, Don Quichotte pour combattre la mélancolie », en Essaim 23,2 (2009), pp. 163-166 en http://www.cairn.info/revue-essaim-2009-2-page-163.htm


Françoise Davoine
Don Quichotte, pour combattre la mélancolieEditions Stock (coll. L'autre pensée), Paris, 2008, 445 pp.
ISBN: 9782234061682


Deuxième best-seller après la Bible, Don Quichotte doit certainement son succès international, dès sa parution, à son pouvoir de guérir la mélancolie. Telle est la thèse audacieuse et argumentée de Françoise Davoine. Cervantès a chargé Don Quichotte, "son vieux fils fou", de mettre en scène les épreuves qu'il a traversées de son vivant et leur résolution. Le livre décrit comment les crises successives du chevalier errant sont une façon de faire revivre les guerres auxquelles a participé Cervantès, dont la bataille de Lépante ou son esclavage au bagne d'Alger. Ainsi, les crises de folie montrent ce qui ne peut se dire dans les silences des familles, autour de traumatismes majeurs. En même temps, Cervantès indique avec génie le moyen d'en sortir. Le livre suit donc les différents épisodes du Don Quichotte, ouvrant progressivement le champ des batailles, tel l'épisode des troupeaux de moutons, où l'on voit se profiler une guerre internationale, sur les mêmes fronts qu'aujourd'hui au Moyen-Orient. Nous accompagnons Don Quichotte dans la tourmente, jusqu'à trouver réunies autour de lui plus de trente personnes qui, grâce à son travail d'analyste, ont pu renouer des liens et réinventer un monde fiable. En réalité Don Quichotte nous apprend comment faire avec l'un des fléaux de notre temps, la dépression suicidaire à laquelle il s'adresse nommément. C'est également un manuel de la vita beata, la vie heureuse.

Thursday, April 25, 2013

"Les styles judiciaires", Journée d’études. CENTRE DE THÉORIE ET ANALYSE DU DROIT (CTAD)/ Université Paris Ouest Nanterre, École Normale Supérieure & CNRS



Les styles judiciaires. Une analyse comparée
Judicial styles. A comparative analysis


Vendredi 26 avril 2013, ENS, rue d’Ulm, 75005 Paris, salle Weil


9h30 Introduction. Jean-Louis Halpérin, Professeur à l’École Normale Supérieure (CTAD)
Les styles judiciaires : des traditions nationales ?

10h Mitchel Lasser, Professeur à l’Université de Cornell
Les styles judiciaires. Une analyse comparée réaliste

Depuis presque une centaine d’années, les comparatistes américains ont tenté d’apporter un regard réaliste sur le style judiciaire français. Quels sont les mérites et les défauts d’une telle approche ? Et comment les développements européens changent-ils les enjeux de cette analyse ?

11h Christoph Schönberger, Professeur à l’Université de Constance
Remarques comparatives sur le style des décisions de la Cour de Justice de l’UE

La communication analyse le style des décisions de la Cour de Justice de l’Union Européenne. Elle décrit les mutations de ce style depuis les origines de la construction européenne. Dans une perspective comparatiste, l’analyse se concentre sur les particularités des décisions de justice « supranationales » et du rapport de filiation des décisions de la Cour de Luxembourg avec le style des juridictions francaises.

Pause déjeuner (possibilité de déjeuner sur place. Ticket cantine Ulm : 9€).


14h Klaus Hoffmann-Holland, Professeur à l’Université libre de Berlin
Fortiter in re, suaviter in modo ? (Dis)Passion and Judicial Reasoning in Germany


Judicial reasoning, especially in criminal law, deals with emotionally charged issues. But dispassion is not only deeply rooted in legal education. The German constitution (Grundgesetz) as well as the European Convention on Human Rights demand objectivity, and section 267 of the German Code of Criminal Procedure requires completeness, clarity and transparency. This is the framework in which emotions are regulated and articulated. So a dividing line must be drawn between, on the one hand, judicial styles, and, on the other, literary or journalistic styles.

14h45 Raphaëlle Nollez-Goldbach, Chargée de recherche au CNRS (CTAD)
Style judiciaire et justice internationale : le cas de la Cour pénale internationale

Dans le cadre d’une étude comparative, il s’agit de mettre en perspective les décisions de la Cour de cassation française avec celles de la Cour pénale internationale. L’idée est de questionner la forme et le style des décisions mais aussi, par ce biais, la production de l’autorité attachée aux décisions, ainsi que l’influence de la culture juridique française.


15h30 Conclusion. Pierre Brunet, Professeur à l’Université Paris Ouest Nanterre (CTAD)




Salle Weil
École Normale Supérieure
45 rue d'Ulm,
75005 Paris
M° Place Monge ou Censier-Daubenton (Ligne 7)
RER B, Station Luxembourg



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Interesantísima jornada de trabajo e intercambio de perspectivas ésta dedicada al análisis comparativo entre diversos modelos de estilo judicial, y absolutamente recomendable la organización en nuestras instituciones docentes o bien desde el gabinete de estudios del Consejo General del Poder Judicial de un evento semejante. Aguardo con impaciencia la publicación de las ponencias.
Entre tanto, es muy posible que llame la atención a quienes visiten este blog el que los organizadores hayan elegido el tríptico de la Batalla de San Romano, de Paolo Ucello, para ilustrar la convocatoria y presentación de las sesiones. Creo que no tanto a mis alumnos de Filosofía del Derecho en la Facultad de Derecho de la Universidad de Málaga, que ahora podrán observar de qué manera resultó oportuno acudir a esa misma representación, y otras imágenes de cuadros de Ucello, también  para reflexionar sobre la 'gesta judicial' y la adscripción de roles en el teatro de la Justicia.
J.C.G.

Dworkin en América Latina. Facultad de Derecho. Universidad de Buenos Aires

Inca Garcilaso de la Vega en la Casa de la Literatura Peruana. Conferencias, 18 y 26 de abril

Wednesday, April 24, 2013

El Derecho, un ejercicio de comprensión



Lenio Luiz Streck

Compreender o Direito
Desvelando as obviedades do discurso jurídico
Editora Revista dos Tribunais, São Paulo, 2013, 208 pp.
ISBN: 978-85-203-4719-5

SINOPSE

A obra foi elaborada em contraposição ao pensamento jurídico dogmatizado dominante, isto é, como enfrentamento ao senso comum teórico dos juristas. Assim, trata de diversos temas, que envolvem desde os problemas atinentes à Teoria do Direito, problematizando questões sobre a dogmática brasileira, até uma abordagem dos principais acontecimentos da atualidade que repercutiram diretamente no âmbito jurídico. O livro é uma fragmentação no interior de unidade transdisciplinar, construída a partir daquilo que venho chamando de CHD – Crítica Hermenêutica do Direito.



Lenio Luiz Streck é Doutor e Pós-Doutor em Direito; Professor Titular da UNISINOS- Rio do Sul e Universidad Estácio de Sá-Rio de Janeiro, Procurador de Justiça-Rio do Sul, Membro Catedrático da ABDCONST – Academia Brasileira de Direito Constitucional; Professor Visitante das Universidades de Coimbra, Lisboa e Valeriana (Bogotá); Presidiente de Honra do Instituto de Hermêneutica Jurídica. Professor Emérito da EMERJ.


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Felicitaciones sinceras a mi querido y admirado amigo Prof, Streck. LA suya es una extraordinaria labor formativa y divulgativa que merece seguimiento y emulación. Trabajos como éste son importante semillero de futuros (auténticos) juristas con disposición interpretativa desinhibida y fina capacidad de análisis.
Y ahora me pregunto, ¿existe algo parecido tanto en el designio como en el resultado?. Sinceramente, no.

J.C.G.

Tuesday, April 23, 2013

DERECHO Y LITERATURA. Suplemento “Jurídica” del diario El Peruano (Lima)


'Jurídica. Suplemento de análisis legal', Año 8, núm. 453, del diario El Peruano (Lima). "Derecho y Literatura, Reflexiones en el día del Idioma y las Letras".
Colaboraciones de los profesores Dr. Lorenzo Zolezzi Ibárcena (Formación de los Abogados debe incluir análisis de grandes obras literarias. La literatura al quehacer del Derecho) y Dr. Carlos Ramos Núñez (Narrativa sobre Magistrados. Casos notables y alegatos. La Justicia y los jueces en la Literatura).

Disponible en:

Seminario Cinema, Direito e Jornalismo, Tribunal de Justiça de São Paulo


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Importantísmo el cultivo de relaciones entre Derecho y Periodismo, aprovechadas aquí a través del Cine. Otra significativa experiencia de la que están plenamente ayunas nuestras Facultades de Derecho, cerrilmente empeñadas en la producción en masa de profesionales con exclusivo perfil de 'abogados' y 'jueces'. Ya estamos -sobre todo los alumnos- pagando (y caro) el error. Pero, ¡oh, singular encanto de nuestro más acendrado lema institicional!, aquel siempre actualizado del mantenella y no enmendalla.
J.C.G.

Día Mundial del Libro

Bronzino [Agnolo di Cosimo di Mariano] (1503-1572), Detalle de Retrato de un joven (c.1530). Uffizi, Florence.

Monday, April 22, 2013

Derecho y Música. En recuerdo de Marie Theres Fögen


Marie Theres Fögen
Il canto della legge
Postfazione di Cristina Vano
Editoriale Scientifica (Interferenze. Collana di diritto e cultura umanistica, 4)
Napoi, 2012, 162 pp.
ISBN: 9788863424560



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Prof. Dr. iur. Marie Theres Fögen (1946-2008)

Prof. Dr. iur. Marie Theres Fögen (1946 -2008). Sie lehrte Römisches Recht an der Universität Zürich und war Direktorin am Max-Planck-Institut für europäische Rechtsgeschichte in Frankfurt am Main (2001-2008)

La obra tiene origen en una conferencia pronunciada el 14 de marzo de 2006 en la Fundación Carl Friedrich von Siemens


Marie Theres Fögen
Das Lied vom Gesetz
Carl Friedrich von Siemens Stiftung, München, 2007
140 pp.
ISBN: 978-3938593073



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Sobre el tema puede verse el reciente trabajo de Giorgio Resta, “Il giudice e il direttore d'orchestra. Variazioni sul tema diritto e musica”, en MATERIALI PER UNA STORIA DELLA CULTURA GIURIDICA, XLI, 2 (2011), pp. 435-460

http://www.academia.edu/2324528/Il_giudice_e_il_direttore_dorchestra._Variazioni_sul_tema_diritto_e_musica_
J.C.G.

Diritto, musica, religione. Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia e Fondazione San Carlo

Diritto, musica, religione
Dipartimento di Giurisprudenza
dell'Università di Modena e Reggio Emilia
 e Fondazione San Carlo






Ordine giuridico e ordine musicale nelle tradizioni del monoteismo mediterraneo
mercoledì 24 aprile 2013 ore 9.30
Teatro della Fondazione San Carlo



Il convegno, organizzato dalla cattedra di Diritto canonico del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione San Carlo, è dedicato all'analisi del rapporto tra ordine giuridico e ordine musicale nelle religioni monoteistiche dell'area mediterranea.


Programma

ore 9.30
Presiede: Massimo Jasonni
Professore di Diritto canonico, Università di Modena e Reggio Emilia

- Il Canone della musica sacra
Don Luigi Garbini
Storico della musica sacra - Direttore del Laboratorio di musica contemporanea al servizio della Liturgia, Milano
- Docta Sanctorum (1325?)
La repressione canonistica dell'illecito musicale
Alex Borghi
Cultore della materia in Diritto canonico, Università di Modena e Reggio Emilia
- Sapere musicale e scienza giuridica al tempo della frammentazione sociale
Marco Gatto
Assegnista di ricerca, Dipartimento di Filologia, Università della Calabria

Ore 15.15
Presiede: Carlo Altini
Direttore scientifico, Fondazione Collegio San Carlo

- Discussioni e conflitti in Sinagoga
La sacralità della musica nell'ebraismo
Beniamino Goldstein
Rabbino capo di Modena e Reggio Emilia
- Ordine normativo e ordine musicale nella cultura islamica
Hamid Bichri
Islamologo, Segretario generale dell'Unione democratica delle associazioni marocchine in Italia

Dibattito



Conclusioni
Massimo Jasonni
Professore di Diritto canonico, Università di Modena e Reggio Emilia

Programa:
http://csr.fondazionesancarlo.it/fondazione/azienda/csr/documenti/dirittomusicareligione_pieghevole.pdf

Università degli Studi di Salerno. Laboratorio Hans Kelsen. Seminario di studi

Sunday, April 21, 2013

Luigi Ferrajoli estará en la Pontificia Universidad Católica del Perú (PUCP). Seminario Internacional ‘Constitución, Jueces y Democracia’.


Luigi Ferrajoli participará en el Seminario Internacional ‘Constitución, Jueces y Democracia’ (23 y 24 de abril) que organiza la Pontificia Universidad Católica del Perú (PUCP).

La organización de este evento ha correspondido al Prof. Dr. Gorki Gonzales Mantilla, Profesor de Teoría del Derecho y Coordinador de la Maestría en Derecho con mención en Política Jurisdiccional en la Pontificia Universidad Católica del Perú

Derecho, Economía… y ¿Política?.

Alberto Ruíz Ojeda (dir.)
Fundamentos de regulación y competencia. El diálogo entre derecho y economía para el análisis de las políticas públicas
Iustel/Ministerio de Cienca e Innovación, Madrid, 2013, 288 pp.
ISBN: 978-84-9890-218-1

Los ensayos recogidos en esta obra componen un diálogo, un entrecruzamiento de perspectivas, entre juristas y economistas sobre las bases teóricas de la regulación y la competencia, que abarca también la discusión de sus soportes normativos y, sin ninguna intención exhaustiva, el análisis de las experiencias y casos que los autores han considerado relevantes para la indagación de los citados fundamentos. El tradicional interés suscitado por estas materias se ve incrementado por las urgencias impuestas por la actual coyuntura de crisis económica e institucional, que reclama más que nunca la identificación de guías de discernimiento en la definición y evaluación de las políticas públicas. Cada uno de los autores aborda los fundamentos de la regulación y la competencia según sus propias claves de entendimiento y en función de las prioridades que ha considerado pertinentes, sin una estructura de contenidos previa vinculante. El resultado de conjunto no podía ser otro que el señalamiento de discordancias y convergencias, de contradicciones y encuentros y, según el enfoque de cada cual, la formulación de propuestas analíticas y patrones de evaluación de las líneas de actuación política y de sus resultados. Pero la independencia de enfoques y sensibilidades de los estudios tiene la virtualidad de mostrar la profunda interconexión de la regulación y la competencia, no sólo porque son líneas de políticas públicas por sí mismas, sino porque, en sus aplicaciones originarias y subsecuentes, presentan un entrelazamiento constante, como lo prueba la así llamada regulación pro-competitiva. La privatización, la vigilancia y promoción de la competencia, la regulación de las industrias en red, el juego de los incentivos en la conformación de las instituciones que soportan el funcionamiento de los mercados constituyen los núcleos temáticos principales de los ensayos, escritos con la intención de resultar asequibles a los juristas que no tengan conocimientos económicos específicos y a los economistas sin formación jurídica especializada.

Índice

Prólogo
Joaquín García Bernaldo de Quirós

Nota Preliminar del Director
Alberto Ruiz Ojeda

La defensa de la competencia: Derecho y Economía
Amadeo Petitbò Juan

1. INTRODUCCIÓN
2. LOS CIMIENTOS DE LA LEGISLACIÓN ESPAÑOLA DE DEFENSA DE LA
COMPETENCIA
3. EL DEBATE SOBRE LA APLICACIÓN DEL ANÁLISIS ECONÓMICO EN LAS
DECISIONES DE LAS AUTORIDADES DE DEFENSA DE LA COMPETENCIA
4. LA UTILIZACIÓN DEL ANÁLISIS ECONÓMICO EN EL MARCO DE LAS
ACTUACIONES DE LAS AUTORIDADES DE DEFENSA DE LA COMPETENCIA.
ALGUNOS EJEMPLOS
4.1. El cártel de las empresas desmotadoras de algodón
4.2. El coste medio de un Farias. Misión imposible
4.3. Un caso de negativa de suministro que no es contrario a la competencia
4.4. El caso del líder barométrico
4.5. Un ejemplo de la fortaleza de la aplicación del análisis económico
4.6. ¿Abuso o competencia? El caso Roca Radiadores
5. CONCLUSIONES
REFERENCIAS

Regulación económica y Derecho de la competencia. Dos instrumentos
complementarios de intervención públicapara los mercados de interés general
Juan José Montero Pascual

1. UN NUEVO MODELO DE INTERVENCIÓN PÚBLICA
1.1. Liberalización
1.2. La crisis del modelo de servicio público
1.3. Liberalización e intervención pública
1.4. Un nuevo modelo de intervención pública
1.5. Nuevos instrumentos
2. ORIGEN Y EVOLUCIÓN DE LOS NUEVOS INSTRUMENTOS DE INTERVENCIÓN
PÚBLICA
2.1. Un origen común
2.2. La Chicago School y la deregulation
2.3. ¿Trasplante a Europa?
3. EL PAPEL DEL DERECHO DE LA COMPETENCIA
3.1. Derecho de la competencia
3.2. Defensa de la competencia y liberalización
3.3. Límites del Derecho de la competencia en un mercado liberalizado
4. EL PAPEL DE LA REGULACIÓN
4.1. La regulación: complemento del Derecho de la competencia
4.2. Regulación y fomento de la competencia
4.3. Regulación y protección del interés general
4.4. Limitaciones de la regulación
5. ¿DE LA REGULACIÓN AL DERECHO DE LA COMPETENCIA?
5.1. ¿Derecho de la competencia contra regulación?
5.2. Complementariedad
5.3. Control recíproco
5.4. ¿De la regulación al Derecho de la competencia?
6. CONCLUSIONES Y REFLEXIONES FINALES
REFERENCIAS

Regulación económica, competencia e incentivos
Juan Luis Millán Pereira

1. ALGUNAS PRECISIONES SOBRE EL CONCEPTO DE REGULACIÓN ECONÓMICA
2. FUNDAMENTOS Y OBJETIVOS DE LA REGULACIÓN ECONÓMICA
3. LA COMPLEJIDAD DE LA REGULACIÓN ECONÓMICA
4. LA EVOLUCIÓN DE LA REGULACIÓN ECONÓMICA
5. LOS MOVIMIENTOS REVISIONISTAS DE LA REGULACIÓN ECONÓMICA
6. LAS RELACIONES ENTRE REGULACIÓN Y COMPETENCIA: UNA PRIMERA
APROXIMACIÓN
7. LAS RELACIONES ENTRE REGULACIÓN Y COMPETENCIA: DEL CONFLICTO
A LA COMPLEMENTARIEDAD
8. REGULACIÓN E INCENTIVOS
8.1. Teoría económica e incentivos
8.2. Incentivos y regulación económica
8.3. La regulación mediante incentivos: algunos principios básicos
9. CONCLUSIONES
REFERENCIAS

Liberalización, privatización, desregulación
Germà Bel i Queralt
Alejandro Estruch Manjón

1. ¿QUÉ ES LA PRIVATIZACIÓN?
1.1. El nacimiento del concepto de privatización
1.2. A qué llamamos privatización
1.3. Los caminos de la privatización
1.4. Algunas dudas frecuentes acerca de la privatización
2. FUNDAMENTOS TEÓRICOS DE LA INTERVENCIÓN Y LA PRIVATIZACIÓN
2.1. Marco general: el Estado y mercado
2.1.1. Teorías del interés público: los fallos del mercado
2.1.2. Teorías del interés privado: los fallos de gobierno
2.2. Propiedad pública y propiedad privada
2.2.1. La separación entre propiedad y administración
2.2.2. La eficiencia. ¿Hay diferencias entre propiedad pública
y propiedad privada?
2.3. La privatización en el contexto de los enfoques teóricos
2.3.1. La elección pública
2.3.2. El análisis de los costes de transacción
2.3.3. Los derechos de propiedad
3. PERSPECTIVA HISTÓRICA DE LA PRIVATIZACIÓN DE SERVICIOS ESENCIALES
3.1. Los servicios básicos locales en las economías de mercado
3.2. Explicación según las teorías del interés público: los fallos de mercado
3.3. Explicación según las teorías del interés privado: los fallos del Gobierno
3.4. Para acabarlo de explicar: contratos incompletos y costes de transacción
4. ¿ES IRREVERSIBLE LA PRIVATIZACIÓN?
REFERENCIAS

Sentido y funcionalidad de la regulación pro-competitiva: una
aproximación histórico-crítica
Alberto Ruiz Ojeda

1. INTRODUCCIÓN GENERAL. GRANDES JURISTAS Y MOCHILAS DE SOLDADOS:
TRASPLANTE DE INSTITUCIONES A ESTE LADO DEL ATLÁNTICO
2. EL DEBATE SOBRE EL SENTIDO DE LA REGULACIÓN
3. DEL MONOPOLIO NATURAL A LOS MONOPOLIOS CONTESTABLES: RESPUESTAS
A UNA COMPETENCIA PERFECTA Y QUE NUNCA EXISTE
3.1. Uno de los mitos más increíbles jamás teorizados
3.2. Algo sobre la confrontación de ideas en el nacimiento y desarrollo
del movimiento antitrust: evolucionismo versus intencionalismo
3.3. Estrategias políticas: las dos leyes del Senador Sherman
3.4. Mercados contestables y monopolios incontestables: Baumol y las
bases teóricas de la regulación pro-competitiva
4. LA REGULACIÓN PRO-COMPETITIVA EN LA VIDA REAL: EL CASO DE
LAS TELECOMUNICACIONES. BREVE RECORRIDO POR SUS ORÍGENES,
DESARROLLO Y ESTADO ACTUAL
4.1. Regulación y competencia en las telecomunicaciones: breve relato
del caso estadounidense
4.2. El monopolista incumbente y los nuevos entrantes en el sector de
las telecomunicaciones
4.3. La falta de competencia en la provisión y operación de redes propias
y el bloqueo a la innovación tecnológica
5. REFLEXIONES FINALES
REFERENCIAS

Una reflexión final: Derecho, Economía… y ¿Política?
Alberto Ruiz Ojeda



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No es frecuente –si bien tampoco excepcional- que una monografía o como es el caso una obra de Derecho Administrativo encuentre acomodo en este blog, por lo general interesado en otras áreas de la Ciencia jurídica y en la Teoría del Derecho. No obstante, es en esta ocasión un placer hacerlo. El libro coordinado por el Dr. Alberto Ruiz Ojeda es bien recibido, como lo han de ser otros que en un futuro -sin duda próximo- han de seguir brotando en importante caudal de su riguroso estudio e investigación. Dr. Alberto Ruiz Ojeda, Prof. Titular de Derecho Administrativo de la Universidad de Málaga, que años atrás fue mi alumno y hoy es un colega de lujo, presentará esta obra el próximo día 22 de abril, lunes, a las 12.30 del mediodía, en el Aula de Grados de la Facultad de Derecho de la UMA. En el acto intervendrán, entre otros, el Excmo. Sr. D. Joaquín García Bernaldo de Quirós, Presidente de la Comisión Nacional de la Competencia, además de su director. Estoy seguro que el acto será de tanto interés como lo fue el que lo preludia y sirve de antecedente, llevado a cabo el pasado día 15 en sede de la Comisión Nacional de la Competencia.
Felicitaciones, pues, a mi querido y buen amigo Ruiz Ojeda, con el deseo de que este modesto blog contribuya a su merecido reconocimiento. Ampliamente acreditada está su valía académica, su solvencia científica y su relevancia internacional.
Será para mi una enorme satisfacción asistir a esta presentación y acompañarlo en su éxito.

J.C.G.

Friday, April 19, 2013

Stefano Rodotà y el Derecho a una muerte digna. 'Es gibt noch Richter in Berlin'


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Es gibt noch Richter in Berlin
El Parlamento italiano sigue sumergido en una esteril batalla electiva en busca del nuevo Presidente de la República. He creído oportuno recordar esta intervención del Prof. Stefano Rodotà, cuya en defensa de la dignidad de la muerte como parte de una vida digna, de la Constitutición y de la Democracia sustantiva de modo elocuente su extraordinaria estatura jurídica.
No obstante, Parlamento italiano sigue sumergido en una esteril batalla electiva en busca del nuevo Presidente de la República, luego de descartarle ...

J.C.G.

Para una antropología cultural del ius puniendi en Francia.


Michel Porret, Ludovic Maugue et Vincent Fontana (dir.)

Bois, fers et papiers de justice. Histoire matérielle du droit de punir
Georg éditeur (Coll. L'Equinoxe), Genève, 2013, 368 pp.
ISBN : 978-2-8257-1015-9


Autour d’objets aussi complexes et différents que les « choses banales », l’habitat, la ville, le livre, le célèbre historien français Daniel Roche a montré l’importance de la culture matérielle pour penser l’histoire des idées, des institutions et des pratiques sociales sous l’Ancien Régime.
Bois, fers et papiers de justice rend hommage à cette démarche pionnière de l’auteur du Peuple de Paris. Il invite à emprunter les voies de l’histoire de la culture matérielle pour penser celles du droit de punir. Papiers, monuments, costumes et instruments de justice consacrés à marquer les corps ou à instaurer rituellement l’autorité sacralisée du pénal : l'archéologie judiciaire est prometteuse pour donner sens aux usages judicaires et pénaux. Souvent matrice de sa ritualité, la matérialité du droit de punir en détermine l’anthropologie.


Sommaire

• INSTRUIRE ET PROUVER

o La mémoire judiciaire de la république de Genève : les archives criminelles au XVIe siècle
o Ecrouer et punir : les registres de la Conciergerie au siècle des Lumières
o "Empreintes fugitives" et indices du crime dans l'enquête judiciaire à la fin du XVIIIe siècle

• DETENIR ET PUNIR

o "Bonne justice" et "honteuse exécution" à Nivelles (1350-1550) : la matérialité de l'exécution publique des sanctions
o "Faire ladite nouvelle justice à deux pillers de bos" : pratiques et évolution de la matérialité du droit de punir (Hainaut, XVe siècle)
o Fourches de justice et souveraineté politique : l'exemple vaudois (XVIe-XVIIIe siècle)

• COLLECTIONNER ET EXPOSER

o Les artefacts de l'identité : exposition et esthétique de l'identité judiciaire (1880-1914)
o Objets et signes du crime : l'école positiviste italienne et la culture scientifique (XIXe-XXe siècle)


Michel Porret, professeur en histoire moderne à l'Université de Genève, travaille sur l'histoire intellectuelle, sociale et culturelle des Lumières, de la justice, de la médecine légale. Il s'intéresse également à l'histoire culturelle de la bande dessinée.
Vincent Fontana, assistant en histoire moderne à l'Université de Genève, chercheur associé au projet ANR "Systèmes policiers européens, XVIIIe-XIXe siècles" (2013-2015), prépare actuellement une thèse sous la direction de Michel Porret sur les normes, les acteurs et les pratiques de l'enquête judiciaire entre l'Ancien Régime et la Restauration. Ses recherches et enseignements se concentrent sur la répression de la criminalité durant le XVIIIe siècle et la période révolutionnaire.
Ludovic Maugué, assistant en histoire moderne à l'Université de Genève, boursier du Fonds national suisse de la recherche scientifique durant l'année 2011, prépare actuellement une thèse sous la direction de Michel Porret interrogeant les modèles, les doctrines et les pratiques de la justice dans le département du Léman (1798-1813). Portant essentiellement sur l'administration des peines (peine de mort et système carcéral), ses recherches et ses enseignements s'inscrivent dans une histoire sociale et politique de la justice au cours du XVIIIe et du premier XIXe siècles.

Thursday, April 18, 2013

Jurisdicción de la palabra poética. La compasión



Peter von Matt
Recht, Gerechtigkeit und Sympathie 
Über die Gerichtsbarkeit der Literatur und ihre Strategien
Dike/Nomos, Zúrich/Baden-Baden, 2013, 24 pp.
ISBN: 978-3848707362
*                    
Im April 2004 ist die «Peter Häberle-Stiftung an der Universität St. Gallen» gegründet worden. Die Stiftung bezweckt die regelmässige Durchführung von wissenschaftlichen Anlässen zum Themenkreis «Staats- und Verfassungslehre als Kulturwissenschaft». Im Sinne dieser breiten thematischen Ausrichtung sollen Themenstellung und Teilnehmendenkreis interdisziplinär und rechtsvergleichend angelegt sein: Primär angesprochen sind Rechtswissenschaftlerinnen und Rechtswissenschaftler, doch sollen auch Vertreter anderer Disziplinen und der Wissenschaft verbundene Praktiker eingeladen werden.
Das vierte Kolloquium, unter dem Titel «Recht und Literatur», fand am 1. März 2013 an der Universität St. Gallen statt. Mittelpunkt des Anlasses bildete der in dieser Schrift publizierte Vortrag des bekannten Schweizer Germanisten und Schriftstellers Peter von Matt zum Thema «Recht, Gerechtigkeit und Sympathie. Über die Gerichtsbarkeit der Literatur und ihre Strategien», der mit diesem Werk einer breiteren interessierten Öffentlichkeit zugänglich gemacht wird.
Von Matt vertritt in seinem Referat die Meinung, «dass es eine Gerichtsbarkeit der Literatur tatsächlich gibt, dass die stolze Behauptung des fünfundzwanzigjährigen Schiller, wonach beim Versagen der Justiz die Bühne «Schwert und Waage» übernimmt und das Böse vor einen schrecklichen Richterstuhl reisst, für die ganze Welt des dichterischen Wortes gilt.» Es habe sich allerdings gezeigt, «dass diese Gerichtsbarkeit der Literatur ihre eigene Korruptionsanfälligkeit hat. Die hochentwickelten Verfahren, mittels deren sie Sympathie und Antipathie erweckt, stehen zwar mehrheitlich im Dienste eines spontanen Gerechtigkeitsempfindens, können aber auch zu einem Plädoyer für das Unrecht werden. Was die Literatur der Justiz indessen voraus hat, ist ein unvergleichlich differenzierteres Verständnis für die Anthropologie der Tat, ein unvergleichlich tieferes Wissen von deren Komplexität und Widersprüchlichkeit.»

Peter von Matt, geboren 1937 in Luzern, ist Professor für Neuere Deutsche Literatur an der Universität Zürich. Er hat große Studien und zahlreiche Aufsätze zur Literatur des 19. und 20. Jahrhunderts verfasst. 2006 erhielt Peter von Matt den Heinrich-Mann-Preis und 2007 den Brüder-Grimm-Preis. Im Jahr 2011 wurde ihm der Jahrespreis der Stiftung für Abendländische Ethik und Kultur (STAB) verliehen

 

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Conferencia. Texto de la conferencia que con el título de "Derecho y literatura" pronunció Peter von Matt 1 de marzo de 2013 en el IV Coloquio de la Fundación Peter Häberle de la Universidad de St. Gallen.
 
J.C.G.

Wednesday, April 17, 2013

Inca Garcilaso. Patrimonio documental en la Biblioteca Nacional del Perú



La Casa de la Literatura Peruana en colaboración con la Biblioteca Nacional del Perú ofrecerá, a las 7:00 p. m., la charla 'Una mirada al Inca Garcilaso: Propuesta de investigación a través de su obra', a cargo del Lic. Benjamín Blass Rivarola, quien presentará una muestra de los documentos custodiados por la BNP para el estudio del autor de Comentarios reales de los incas.

Cervantismo y Derecho. EEUU


Susan Byrne
Law and history in Cervantes' Don Quixote
University of Toronto Press, Toronto, Buffalom 2012
xiv, 240 p. : ill.
ISBN: 9781442645271



Summary

Law and History in Cervantes’ Don Quixote is a deep consideration of the intellectual environment that gave rise to Cervantes’ seminal work. Susan Byrne demonstrates how Cervantes synthesized the debates surrounding the two most authoritative discourses of his era – those of law and history – into a new aesthetic product, the modern novel.
Byrne uncovers the empirical underpinnings of Don Quixote through a close philological study of Cervantes’ sly questioning of and commentary on these fields. As she skilfully demonstrates, while sixteenth-century historiographers and jurists across southern Europe sought the philosophical nexus of their fields, Cervantes created one through the adventures of a protagonist whose history is all about justice. As such, Law and History in Cervantes’Don Quixoteillustrates how Cervantes’ art highlighted the inconsistencies of juridical-historical texts and practice, as well as anticipated the ultimate resolution of their paradoxes.

Contents
Introduction : Cervantes' Quixotic mos hispanicus
History, jurisprudence, and the creation of the novel
Giovio, Baeza, history, and law in Cervantes' works
Jurisprudence in Spain, seventh to sixteenth centuries
Laws broken, glossed, and made: Don Quixote
Laws broken, glossed, and made : Sancho Panza et al.
History and historiography in the Quixote
Cervantes' mos hispanicus: considerations and conclusions


Susan Byrne is Assistant Professor of Spanish, Director of Undergraduate Studies of Spanish. Yale University



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He aquí un ejemplo preclaro de la fructífera relación entre Literatura comparada y Derecho. Otro no menos representativo es, sin duda, el caso de Dr. Roberto González Echevarría, Sterling Professor of Hispanic and Comparative Literature de Yale University y National Humanities Medal for 2010, de quien merece recordarse Amor y ley en Cervantes (trad. de Isabel Ferrer Marrades).Editorial Gredos. Col. Biblioteca de la nueva cultura. Madrid, 2008, 363 pp. ISBN: 978-84-249-0024-3


Vid. en este blog Tuesday, November 25, 2008 Derecho y Literatura. Novedad bibliográfica en España http://iurisdictio-lexmalacitana.blogspot.com.es/2008/11/derecho-y-literatura-novedad.html
J.C.G.

Tuesday, April 16, 2013

Università degli Studi di Parma. Presentación de 'È possibile una legalità globale?', de Gianluigi Palombella


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Gianluigi Palombella

È possibile una legalità globale?
Il rule of Law e la governance del mondo
Soc. Editrice Il Mulino (Studi e Ricerche), Bologna, 2012, 272 pp.
ISBN: 9788815240385


Dal commercio all’ambiente, da Internet alle politiche finanziarie, il mondo è retto da entità prive di delega politica, che non dipendono né dagli Stati né dai popoli. C’è un diritto globale capace di disciplinarle e limitarle? Descrivendo le trasformazioni della governance, i casi esemplari e le decisioni delle corti, il volume rilancia il ruolo della legalità nel mondo globalizzato, in una serrata analisi giuridica, storica e filosofica. Ricostruisce l’ideale del Rule of law come promessa che il diritto limiti il potere, ma soprattutto, in quanto custode della natura pubblica del diritto, non sia a disposizione del più forte.



INDICE

INTRODUZIONE
1. L’antefatto
2. Alla ricerca del diritto

Capitolo primo

L’IDEALE DELLA LEGALITÀ E IL «RULE OF LAW»

1. Una lezione al presente
2. Questioni preliminari: il «Rule of men» e il «Rule by law»
3. La ricollocazione dello stato nell’Europa continentale
4. Diritti v. legislazione
5. La specificità del «Rule of law»
6. «Jurisdictio» e «gubernaculum»
7. Equilibrio, libertà, «non-dominazione»
8. Il giusto e il bene
9. La definizione del «Rule of law» attraverso i «requisiti» e la validità giuridica
10. Prospettive e conclusioni

Capitolo secondo

IL «RULE OF LAW» OLTRE LO STATO

1. Diritto internazionale, stati e «Rule of law»: le questioni da cui muovere
2. Un «Rule of law» universale e unilaterale?
3. Quale «Rule of law»?
4. Casi rivelatori e analisi teorica
5. Verso l’apprezzamento sostanziale («content dependent assessment»)
6. Il «Rule of law» come una terza via?
7. La pratica del riconoscimento: uno sfondo teorico hartiano

Capitolo terzo

UNA MAPPA DEL GLOBO: LEGALITÀ AL PLURALE

1. «Diritti» che popolano il mondo
2. Geologia e strati
3. Formati di legalità: il diritto come «esprit»
4. «Jus gentium» o il diritto comune a tutte le genti
5. Medievalismo: cosa imparare da un «false friend»
6. La realtà del diritto (amministrativo) globale
7. Il diritto come un tutto (e il suo declino)
8. La responsabilità (per «l’insieme») e l’«accountability» (per le parti)

Capitolo quarto

COM’È POSSIBILE UN «RULE OF LAW» GLOBALE?

1. «Rule of law», regimi, ordinamenti e la «global governance»
2. Il problema delle interazioni, l’«interno», l’«esterno» e la teoria del diritto
3. Estendere e accrescere il «Rule of law»
4. La realtà dei casi e i giudici: tolleranza globale?
5. L’onere della comunicazione e la sostanza del «Rule of law»
6. La tensione tra la giustizia e il bene

Capitolo quinto
LA (RI-)COSTITUZIONE DEL «PUBBLICO»

1. Capire il «pubblico»
2. Il «pubblico» come diritto politico
3. «Il pubblico attraverso il diritto», o la creazione della categoria giuridica
4. Il «pubblico di Penelope»: lo «status» sospeso del globo
5. Il pubblico diviso e i due piani del diritto sul globo
6. La questione sociale della giuridificazione «ab externo»
7. Il pubblico multilivello e la sintesi delle legalità. Modelli e conclusioni

Appendice

IL DIRITTO PUBBLICO DELL’EUROPA: L’IMPRESA INCOMPIUTA

1. Tre linee d’analisi
2. Tre dominii
2.1. Il «pubblico» europeo
2.2. Diritti
2.3. La «governance»
3. Conclusioni. Passato e futuro
Indice dei nomi

Gianluigi Palombella é Ordinario di Filosofia del diritto nell’Università di Parma.

Monday, April 15, 2013

COETZEE EN CURITIBA Y PORTO ALEGRE. Conferências sobre 'Ficção e Censura'. E reflexão por André Karam Trindade


As cidades de Curitiba e de Porto Alegre recebem a visita do escritor J. M. Coetzee (Nobel de Literatura em 2003), para a realização de duas conferências sobre o tema da 'Ficção e Censura'.

Os eventos contarão, ainda, com a participação da organizadora Kathrin Rosenfield
Para maiores informações acesse o endereço: http://lendocoetzee.com/o-evento-2/


CURITIBA - 15/04/13
19:30
Teatro Fernanda Montenegro
R. Cel. Dulcídio, 517 - Batel
Entrada Gratuita

PORTO ALEGRE - 18/04/13
19:30
Salão de Atos UFRGS
Av. Paulo Gama, 110 - Campus Central
Fone: (51) 3308.3058
Ingressos: R$ 50 e R$ 25


Coetzee estimula reflexão sobre a censura e o Direito
Por André Karam Trindade

John Maxwell Coetzee é, com certeza, um dos grandes escritores do século XXI. Nascido na África do Sul, estudou na Inglaterra e, atualmente, vive na Austrália, onde leciona no Departamento de Inglês da Universidade de Adelaide. Seus romances foram traduzidos para praticamente todas as línguas. Em duas oportunidades, venceu o Booker Prize, não comparecendo, entretanto, a ambas as premiações. Há dez anos, ganhou o prêmio Nobel de Literatura.
Todavia, Coetzee é muito mais do que um escritor contemplado pela Academia Sueca. Não é à toa que muitos o consideram, acima de tudo, um pensador da atualidade. Além disso, é uma celebridade discreta e excêntrica. Avesso à mídia e ao público, ele também não bebe, não fuma e não come carne. Quem acompanha sua trajetória, sabe que é um sujeito de poucas palavras e de raros sorrisos.
Quando esteve no Brasil, durante a Feira Literária Internacional de Paraty, em 2007, Coetzee limitou-se a ler trechos de seu livro Diário de um ano ruim, recusando-se a dar entrevistas, a responder perguntas e a conceder autógrafos, o que frustrou parte do público presente. Tal performance se deve à “ética do autor/poeta” e à sua luta pela liberdade de expressão.
Muito embora todo reconhecimento internacional, a fortuna crítica de sua obra ainda não é muito extensa no Brasil. Muitos de seus romances — me refiro, especialmente, a Diário de um ano ruim (assista aqui), Desonra e À espera dos bárbaros — tratam de argumentos que, de algum modo, sempre envolvem o Direito: pedofilia, pornografia, guerra, autoritarismo, liberdade, igualdade, ética, política, estado, direitos humanos etc.
Além disso, é possível identificar um denominador comum que atravessa estes livros e, de certo modo, marca toda a obra de Coetzee: o problema da censura, nas suas mais variadas formas — sejam eles externas ou internas —, cujas práticas apenas se mostram mais sutis nas atuais democracias.
E foi a respeito deste assunto que ele falou, recentemente, no seminário “Três dias com J.M. Coetzee”, na Universidade Central de Bogotá, na Colômbia, onde recebeu o título de Doctor Honoris Causa e, ao final, realizou uma crítica contundente à censura. Em um discurso inédito, intitulado Sobre a censura, o escritor relatou algumas das experiências pessoais que viveu sob o regime do apartheid.
Coetzee revelou que, nas décadas de 70 e 80, seus livros sofreram com o controle da censura levada a cabo pelo Comitê Anônimo de Censores — formado por parte dos intelectuais da época, comprometidos com a manutenção do status quo —, em face de suas críticas à segregação racial e, sobretudo, porque se tratava de um autor branco, de classe média, cujos livros não eram indicados para o consumo das massas.
Algumas destas questões foram inicialmente abordadas no livro Giving offense: essays on censorship, em que se reúnem ensaios do escritor sobre a questão da censura. Num deles, Coetzee trata da pornografia e da crítica formulada por Catherine MacKinnon. O mesmo tema também foi trabalhado por Dworkin. Noutro, apresenta as nuances que permeiam todo pensamento que culminou na estruturação do apartheid na África do Sul.
Na próxima semana, Coetzee estará no Brasil, primeiro em Curitiba (15/4) e depois em Porto Alegre (18/4), onde aceitou proferir, excepcionalmente, duas conferências — intituladas Ficção e Censura — e, ainda lançar sua última obra: A Infância de Jesus (Ed. Companhia das Letras). Os eventos ocorrerão sob a mediação da renomada professora Kathrin Rosenfield. Tudo faz parte de um projeto que pode ser conhecido pelo site www.lendocoetzee.com. Lá se encontram resenhas, textos e informações relativas à biografia do escritor e sua vinda ao Brasil.
Ao comentar a importância do pensamento de Coetzee e a singularidade de seu engajamento político, Kathrin esclarece que “o artista, o poeta precisam ocupar o espaço da arte, da poesia: o espaço no qual não somente pensamos, mas, antes, sentimos como o mundo é realmente. É esse poder de revelação aquém e além do raciocínio que fecha o artista num outro espaço, num estado de alma e mente de outra ordem. O artista do talhe de Coetzee vive, como dizia o romancista austríaco R. Musil, “num outro tempo, num outro lugar”.
Neste contexto, portanto, Coetzee vem marcado por uma espécie de “engajamento desengajado”, como refere Kathrin, na medida em que nunca encontramos respostas definitivas às situações postas em seus romances. Muitas vezes, quando esperamos a conclusão, é comum nos depararmos apenas com o silêncio do autor. Na verdade, as narrativas literárias de Coetzee estimulam o leitor a perceberem os problemas de outro modo. Talvez este seja um aspecto que deva ser observado pelos juristas.
A propósito de Coetzee e a censura, sua luta contra o apartheid e a transcendência de sua obra, caberia perguntar, em tempos de plena democracia no Brasil: quando o presidente da Suprema Corte manda que um colega seu fale somente quando autorizado, o que isto quer dizer? E o silêncio eloquente que, desde então, se instalou na comunidade jurídica em torno deste episódio? Temos medo da democracia? Pensemos no assunto... E vamos ver o que o Coetzee tem a dizer para todos nós.

André Karam Trindade é doutor em Teoria e Filosofia do Direito (Roma Tre/Itália), mestre em Direito Público (Unisinos) e professor universitário.


Libros y librerías de Medellín, entre azares y nostalgias.


En la formación de la biblioteca privada de un profesor universitario son varios los afluentes de nutrición. Los orígenes de éstos remontan a fuentes profesionales y preferencias de particular ocio intelectual. De ellas, en mi caso, las primeras conciernen a Filosofía del Derecho, y de modo más genérico a otras diversas áreas jurídicas. Las restantes conciernen a Literatura, Historia, Arte, o dicho en forma compendiosa a temáticas de Humanidades. Éstas últimas se sufragan exclusivamente del peculio propio. Las anteriores se favorecen, además de con esa financiación, del sustento que la amistad de colegas les hace con regular obsequio de novedades editoriales. De esta suerte la librería que cada cual logre reunir depende de tres fundamentales factores: de las inversiones que haga en asuntos de investigación por los que se interese, a menudo compelidas por ocasionales imperativos y el precio de mercado y razonable disponibilidad de las adquisiciones, del número de amigos, maestros y condiscípulos, que haya ido reuniendo en su vida académica, y de lo que su posibilidad de ahorro consienta destinar al regocijo y deleite bibliófilo. Y queda también, para ser completamente sincero, la opción del saqueo más o menos eventual y otros recursos positivistas que es prudente silenciar.

Yo me siento afortunado por el número de donantes del gremio, cuya generosidad es tan grande como siempre bien recibida. En cuanto al acopio correspondiente a los otros capítulos, es cierto que raramente puedo hacer impúdica exhibición de recursos, por lo que he de confiar en la numinosa suerte y el mágico azar para que lo dedicado a gasto regular en seducciones invencibles no quebrante definitivamente mi modesta y maltrecha hacienda.

De estos días atrás en Colombia se han venido a mi biblioteca varios ejemplares que traen causa en la afecto, la simpatía y el aprecio de buenos compañeros. Así, la obra que Andrés Botero, nuestro anfitrión en la Universidad de Medellín, tuvo a bien obsequiarme, esto es, Sistemas normativos. Introducción a la metodología de las ciencias jurídicas, de los maestros Carlos C. Alchourrón y Eugenio Bulygin, edición colombiana (Astreay/ Universidad de Medellín, Bogotá, 2013. ISBN 978-958-57582-4-7) a la que ha puesto inteligente prólogo (pp. IX-XIV).

Y también, esta vez de la mano del Dr. Andrés Rosler (Dpto. Filosofía del Derecho. Universidad de Buenos Aires), el libro colectivo Cuadernos de Derecho Constitucional. 1. Historia y Constitución (Buenos Aires, Hydra Editorial, 2011, 154 pp. ISBN 978-987-24866-5-5), primera entrega de un proyecto en materia de temas jurídico-constitucionales que impulsa el Departamento Académico en Buenos Aires de la Universidad Católica de Santiago del Estero; en él se contiene su estudio “El constitucionalismo político de Carl Schmitt” (pp.17-54), bien estructurado, lleno de interés, ágil, excelentemente escrito, que ofrece contrapunto europeo –y también coincidencia– al proceso de formación ideológica y realidades históricas del constitucionalismo argentino de mediados del s. XX. Otros estudios atañen a Rousseau y Constant, al origen de la institución ministerial en los textos constitucionales de EEUU, Inglaterra y la constitución gaditana de 1812, y su recepción en las constituciones argentinas de 1853, 1949 y1994, a los comentarios de Domingo Faustino Sarmiento (1811-1888) al proyecto confederal argentino de 1853 –y el importante influjo de éste en la formación del estado nacional (1852-1862)– en discusión crítica, y expatriada desde Chile, con Juan Bautista Alberdi (1810-1884), o sobre las ideas de José Benjamín Gorostiaga (1823-1891) en su desembocadura constitucionalista de 1853. Ciertamente apreciaría recoger en mi biblioteca sucesivos resultados de estos Cuadernos de Derecho Constitucional; es solicitud que expreso sin pudor.


Por último, recibí de César Oliveros Aya –abogado y Docente e Investigador adscrito al Centro de Investigaciones jurídicas, políticas y sociales de la Facultad de Derecho de la Universidad Militar Nueva Granada, y asimismo participante en el VIII Seminario Internacional de Teoría General del Derecho, sobre Cine y Derecho, con la ponencia que tituló ‘Efecto comodín. El Cine, entre la intención y la razón’– un precioso ejemplar de La niñez en el conflicto armado. Una mirada desde la sociología jurídica y la semiótica del cine (Universidad Militar Nueva Granada, Bogotá, 2012, 113 pp. ISBN 978-958-8403-92-2), de coautoría con Misael Tirado Acero, cuya reflexión acerca del cotidiano protagonismo de los niños en involuntarias víctimas de la guerra –que por más de 50 años- se libra en Colombia tiene una transversal y atractiva referencia a la película “Los colores de la montaña” (2010), de Carlos César Arbeláez, que fue Galardonado en la 58ª edición del Festival Internacional de Cine de San Sebastián, y que recomiendo.




Y ahora vamos con el capítulo de compras en librerías. En Libería Editorial Legis, sita en en calle 47 con 50-54, cerca del Parque Las Letras, hallé la sexta reimpresión (2012) de Teoría Impura del Derecho. La transformación de la cultura jurídica latinoamericana, de Diego López Medina, publicado por Universidad de los Andes/ Universidad Nacional, Bogotá, en 2004 (480 pp. ISBN 978-958-653-367-0) con prólogo de Duncan Kennedy (pp. XI-XXII). Se trata de una obra útil, cuyo origen está en un riguroso trabajo de tesis doctoral. Ciertamente la había consultado ya, y con provecho, en distintas bibliotecas de España y América. Su posesión me otorga ahora, además de la comodidad de su examen, asimismo el placer de un añadido al inventario de mi biblioteca personal en punto a publicaciones sobre teoría crítica, y dentro de lo que el autor denomina como "teoría transnacional del derecho" un abundoso material –con lógica y rica referencia a Colombia– sobre la intensa recepción de doctrinas antiformalistas y la más tardía de Kelsen, junto también a la de importantes filósofos del derecho argentinos contempráneos como Carlos Cossio (1903-1982), Genaro Carrió (1922-1997) y Carlos Santiago Nino (1943-1993). Disfruté con la gentileza de la librera, y de un descuento para universitarios que nunca es aliciente menor.


Algunas cuadras después fui a parar en la Librería Editorial Temis, calle 53 con 42-68, igualmente ubicable como La Playa con Avenida Girardot, en la zona de La Candelaria. Trabajan en ella tres auxiliares, dos mujeres y un varón, que en todo momento colaboraron en mis búsquedas, entablando conversación culta y llena de natural amabilidad. El fondo de la librería es fundamentalmente jurídico y está bien proveído de novedades nacionales, latinoamericanas y europeas; es sin duda de las mejores librerías especializadas de todo Medellín. Pero, además, en ella funcionó eso que arriba llamé como la numinosa suerte y el mágico azar, y que explico. Yo había viajado desde España con una lista de títulos, entre los que incluía dos sobre Derecho y Literatura dedicados a García Márquez, en los que tenía muy especial interés. Uno era el libro de Armando Estrada Villa El poder político en la novelística de García Márquez (Universidad Pontificia Bolivariana, Medellín, 2006, 530 pp. ISBN 978-958-696-473-6), que el diligente dueño de la Librería de campus en la Universidad de Medellín ya me tenía reservado, y a mi llegada al VIII Seminario efectivamente encontré esperándome. El autor ocupa en él, con minucioso análisis, de Cien años de soledad, Otoño del patriarca, Crónica de una muerte anunciada y El General en su laberinto. Es un trabajo importante, que cierra el examen de cada una de esas novelas con conclusiones solventes, y completa el conjunto con las claves de intertextualidad entre todas ellas.


Allí compré asimismo Un Robinson cercano. Diez ensayos sobre literatura francesa del siglo XX, de Pablo Montoya Campuzano, profesor de literatura en la Universidad de Antioquia, traductor y cuentista, publicado por el Fondo editorial Universidad EAFIT [institución privada Escuela de Administración, Finanzas y Tecnología] (Medellín, 2013, 168 pp. ISBN 978-958-8720-1529), cuya Colección Letra x Letra incluye textos narrativos y de crítica literaria muy atractivos.


En cuanto al otro título, El derecho penal en la obra de Gabriel García Márquez, de Antonio José Cancino Moreno, ese mismo librero me preparó para no sufrir desilusión, pues editado bastantes años atrás (Librería del Profesional, Bogotá, 1983) era muy improbable su localización. Y así resultó en la mañana que adquirí el estudio de Estrada Villa. No obstante, si cedí en mi inicial entusiasmo, no me abandoné a la desesperanza, aún comprendiendo la dificultad. Albergaba tropezar con él, “los libros te encuentran”, me repetía el amigo Eddy Chávez Huanta, para no descorazonarme luego que en los ambulantes de la peatonal de ‘La Anticuaria’, entre Junín y Ayacucho, mi moral de rebuscador entrara en profunda crisis. Pero el bibliófilo nunca ha de perder la fe, y en los instantes de mayor desdicha hasta es un deber fortalecerla … Eddy estaba en lo cierto… El duende amistoso y partidario, gemelo inverso de la terrible sombra asesina que frustra recuperaciones, de pronto apareció, y fue en aquella benéfica Librería Editorial Temis, y gracias a la profesionalidad de Juan David Agudelo Marín, librero que me atendía. A mi lánguida inquisición sobre el libro de Cancino obtuve por respuesta un sí dubitativo, y viendole desaparecer tras la puerta de un almacenillo, aguardé su regreso con tanta ansiedad que al verle de vuelta con él, no pude reprimir un grave ‘¡bien!’ más salido del corazón que de la garganta. Felicísimo y pleno de entusiasmo asistí a la pulcra limpieza de su cubierta, donde a mi espera el polvo se había depositado por años.



Son 533 pp., sistematizadas en Derecho Penal parte general y parte especial, con prolijo y cumplidísimo detalle, que terminaron de imprimirse en el mes de octubre de 1983, es decir, apenas recién cumplido el año desde que García Márquez obtuviera el Nobel de Literatura, cuya concesión data del 21 del mismo mes de 1982. El Dr. Antonio José Cancino Moreno, distinguido penalista, abogado y académico, merece por ello público reconocimiento como oportunismo iniciador de los estudios de Derecho y Literatura en Colombia. Ingresar su obra en mi biblioteca era un lujo irrenunciable, del que hoy puedo preciarme mostrándola como un valiosísimo tesoro.

Pero es más, siendo cierto que las desgracias nunca vienen solas no lo es menos que a veces también una dicha engancha otra, y fue tal vez por ello que hallé La venganza como prototipo legal en la Ilíada, de Juan Gabriel Vásquez (Universidad del Rosario, Bogotá, 2011, 124 pp. ISBN 978-958-738-185-6), que fue su tesis doctoral el año 1996, trabajada a provocación de Francisco José Herrera Jaramillo, Pacho Herrera, Dr. por la Universidad de Navarra y Profesor Titular de Derecho Público, con docencia en Filosofía del Derecho, de la Pontificia Universidad Javeriana, en Bogotá. Vásquez, que en la actualidad se dedica a la novela y el periodismo y reside en Barcelona, se pregunta acerca de la justicia o no en la venganza de Aquiles.

Y termino con un cierre de balance que, sobre claramente positivo, me resulta particularmente entrañable. Se concreta en la edición colombiana de El Secuestro de Aldo Moro (Editorial: Temis, Santa Fe de Bogotá, 1999, 129 pp. ISBN 978-958-35-0204-9) de Francisco Muñoz Conde.


Me alegró por este hallazgo como reencuentro con la memoria de sus clases de Derecho Penal (parte especial) en la Universidad de Sevilla, allá por el final de la década de los 70.
No es la primera vez que de sucede, y así este ejemplar acompañará al que años atrás adquirí en la librería Hispamer de la Universidad Centroamericana de Managua, en edición del  Instituto de Estudio e Investigación Jurídica (INEJ) (Managua, 2005, 76 pp. ISBN 9789992487631), publicación de la conferencia pronunciada con el título De la tolerancia cero, al Derecho penal del enemigo en uno de los salones del Hotel Holiday Inn. 
Es grato que los viajes a Centroamérica y Sudamérica me brinden en dadivoso azar el perfume de la nostalgia, incluso si envuelto en el aroma de la melancolía.
Al cabo, seguramente uno es capaz de reconocerse en los libros mucho más que en cualquiera otra identidad.

J.C.G.