Friday, January 11, 2013

Sobre Derecho y Literatura. El síntoma de la traducción italiana de Jacques Vergès


Jacques Verges
Giustizia e Letteratura
Liberilibri, Macerata., 2012, 360 pp.
ISBN 978-88-95481-80-7

“Un dossier processuale è sempre il riassunto d’un romanzo, il tema di una tragedia, la sinopsi d’un film. Ma questa tragedia, questo romanzo e questo film restano allo stato incompiuto: all’una e agli altri manca un quinto atto, un epilogo o uno scioglimento – in breve, un coronamento, foss’anche di spine, affinché il dramma sia completo.
“Solo gli avvocati hanno il privilegio d’essere a un tempo gli spettatori di quel dramma, confidenti del protagonista, e i coautori, poiché accompagnano l’accusato lungo l’intero processo e lo aiutano ad affrontare il quinto atto della sua tragedia, l’epilogo del suo romanzo, il finale del suo film. È a carico dei giudici incarnare il destino cieco.
“Questa parentela di forma tra l’opera giudiziaria e l’opera letteraria potrà sembrare sacrilega […].”
Maître Vergès, nel ripercorrere celebri casi giudiziari del mito, della storia, della politica, della cronaca e della letteratura, come quelli di Antigone, Giovanna d’Arco, Gilles de Rais, i Calas, Luigi XVI, Raskòlnikov, Barbablù, Albert Speer…, ci conferma invece che questa parentela non è affatto sacrilega ma così profonda da aiutarci a decifrare la spesso oscura e distorta psicologia dei protagonisti: le vittime, gli imputati, i pubblici accusatori, i giudici
“Al suo processo, Antigone poté esprimersi liberamente, poiché la procedura era la più semplice che esista. Essa consisteva in un confronto tra l'imputato e il suo giudice-accusatore. Ma ai giorni nostri la procedura s'è appesantita e complicata, obbedisce a norme sempre più cavillose e formalistiche, tanto che il processo tende a diventare un dibattito ermetico tra specialisti, giudici, procuratore e avvocati, dal quale l'imputato, non-iniziato ridotto all'impotenza, viene escluso subito, costretto a delegare la sua voce, la sua libertà, a volte la sua vita, a un avvocato.
“Ma l'avvocato, in una società come la nostra, è uomo di compromessi, specie nei processi ordinari, in cui i fondamenti dell'ordine sociale non sono posti in causa, in cui sia la difesa che l'accusa si riconoscono nelle leggi e nei principî che regolano il rituale giudiziario. Di conseguenza, la ricerca della verità si fa obiettivamente e la condanna può assumere varie sfumature a seconda delle circostanze.
“Ma quando il reato concerne i fondamenti stessi dell’ordine pubblico, questo tacito compromesso tra le parti viene ipso facto impossibile. Tale cambiamento di ottica, quei buoni guardiani dell'ordine pubblico che sono i giudici lo percepiscono più in fretta degli avvocati. Da qui, quelle arringhe patetiche in cui il patrocinatore parla a vuoto davanti a giudici letteralmente sordi agli argomenti della difesa.”
Indice

Giustizia e letteratura

capitolo i – Dall’opera giudiziaria all’opera letteraria: una parentela di forma, 15

Antigone, una tragedia in forma di processo, 15
Un ideale sviato, 30
Giovanna d’Arco, un processo in forma di tragedia, 37
Atto I: le udienze pubbliche, 41
Atto II: le udienze segrete, 46
Atto III: minacce e seduzioni, 53
Atto IV: l’abiura e la ricaduta, 57
Atto V: il rogo, 63
La scia, 66

capitolo ii – Una parentela di fondo: l’esempio di Jack lo Squartatore, 71

Cinque omicidî rituali, 77
I dodici volti dello sconosciuto, 84
Il macellaio ebreo, 85
Il cuoco malese, 86
Il barbiere polacco, 86
Il medico pazzo, 87
Il medico pazzo n°2, 89
Cherchez la femme, 89
La setta satanica, 90
Un avvocato mancato, 90La vendetta d’un padre, 92
Il duca di Clarence, 93
Il medico della famiglia reale, 94
La polizia reale, 95

capitolo iii – Gli scrittori, giudici istruttori, 101

Dostoevskij conduce l’inchiesta, 101
Una vita straordinaria, 102
Delitto e castigo, 104
Voltaire conduce la controinchiesta, 120
La logica dell’errore giudiziario, 121
Il caso Calas, 124

capitolo iv – Contro la vendetta della parte civile :

Le Eumenidi di Eschilo, 141
Il ritorno del taglione, 142
L’arte ci insegna la giustizia, 143
Le Eumenidi di Eschilo, 143

capitolo v – L’accusa: conformismo o ipocrisia?, 165

Pinard, sentinella del conformismo, 165
Requisitoria contro Charles Baudelaire, 166
Requisitoria contro Gustave Flaubert, 176
Saint-Just, procuratore fuori della legge, 181

capitolo vi – La difesa, tra pensiero unico e rivoluzione, 193

Von Salomon, il processo dei Proscritti, 193
Gli avvocati del FLN o la risata dello spadaccino, 201
Speer, stratega giudiziario: l’incredibile connivenza, 213
La fortuna è cieca, 219
Il patto con il diavolo, 224
Terra bruciata, 231
Bagattelle per un massacro, 234

capitolo vii – Balzac, giudice commissario:

l’affare Birotteau, 241


Jacques Vergès (Ubon Ratchathani 1925), avvocato



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Me parece oportuno traer aquí y reproducir la nota comentario de ‘invito alla lettura’ recientemente aparecida en PoliticaMagazine.info, disponible en: http://www.politicamagazine.info/Rubriche/InvitoallaLettura/IprocessidelmitodeiromanzidellastoriaJa/tabid/1065/Default.aspx


I processi del mito, dei romanzi, della storia:
Jacques Vergès svela la parentela tra opera giudiziaria e opera letteraria



A pochi mesi di distanza dall’uscita di Quant’erano belle le mie guerre!, avvenuta all’inizio del 2012, e dopo la pubblicazione lo scorso anno de Gli errori giudiziari, entra nel catalogo Liberilibri il terzo titolo di Jacques Vergès: Giustizia e letteratura.
L’ottantasettenne Maître Vergès, noto in tutto il mondo come l’avvocato del terrore e irriducibile difensore dei “Già Dannati dal Grande Tribunale d’Occidente”, ripercorre in quest’opera celebri casi giudiziari del mito, della letteratura, della storia, della politica e della cronaca. Artificio e realtà, opera letteraria e opera giudiziaria: il lettore scoprirà una parentela tutt’altro che sacrilega, ma anzi intima al punto tale da favorire la comprensione della psicologia dei protagonisti, spesso alterata e oscura, a partire dalle vittime e dagli imputati, per arrivare ai pubblici accusatori e ai giudici.
Pagina dopo pagina si susseguono e si intrecciano le tragiche vicende di Antigone e di Barbablù, di Giovanna d’Arco e di Gilles de Rais, di Luigi XVI e dei Calas, dell’architetto e ministro nazista Albert Speer e del Raskòlnikov di Delitto e castigo. Soltanto gli avvocati, afferma Vergès, possono essere al tempo stesso coautori e spettatori del dramma che si consuma durante un processo, una trama che ha un suo svolgimento ma che si rivela sempre priva d’una risoluzione, di un epilogo o di un finale (com’è invece in un romanzo o in un film), perché questo è affidato al cieco destino incarnato dai giudici.



Jacques Vergès (Ubon Ratchathani 1925). Di padre francese e madre vietnamita, nasce in Thailandia. Si laurea in legge e in filosofia, studia storia e lingue orientali alla Sorbona. Nel 1942 si arruola nei reparti del generale De Gaulle; a partire dagli anni della guerra d’Algeria, nella veste di avvocato difensore di terroristi, esponenti di movimenti di liberazione, criminali nazisti e collaborazionisti, è protagonista di celebri processi (da ricordare quelli intentati all’eroina del FLN, Djamila Bouhired, al terrorista Carlos, a Klaus Barbie, il “macellaio di Lione”, a Milosevic´, e ai dittatori del Gabon, del Togo e del Ciad). La sua vita avventurosa e per molti aspetti inquietante si è svolta lungo poche coordinate essenziali: diritto inalienabile alla difesa anche per gli “indifendibili”; condanna pronunciabile solo ove la colpevolezza sia accertata al di là d’ogni ragionevole dubbio; necessità di rigorosa vigilanza sul “potere terribile del magistrato”.

Al margen de ello no quisiera obviar un hecho que a mi juicio resulta significativo. Es cierto que de Jacques Vergès han sido traducidas y publicadas en Italia, por Liberilibri, dos obras: Gli errori giudiziari (2011) e Quant'erano belle le mie guerre! (2012). La que ha recogido esta entrada creo sin embargo que difiere de los propósitos editoriales de estas dos precedentes. Entiendo que cuando el mercado editorial italiano en un sello de amplísima difusión como es Liberilibri se interesa por traducir un libro cuyo contenido es Derecho y Literatura, y más existiendo un creciente número de ediciones italianas en esa materia, está actuando y respondiendo a un interés de mercado en el queda de manifiesto su voluntad de hacerse presente. Interpreten este dato, y su proyección, las editoriales españolas. Creo que la conclusión al síntoma puede serles relevante.

J.C.G.

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