Thursday, December 31, 2009

2010, Nuevo Año



Allegro. Andante lento. Allegro come prima. Lento assai



Balthasar van der Ast. Fruits-coquillage. c 1623

Thursday, December 24, 2009

Cine y Derecho. Italia. La pedagogía crítica (VIII)




Giovanni Ziccardi
Il diritto al cinema. Cent’anni di courtroom drama e melodrammi giudiziari,
Postfazione di Roberto e Paola Casalini
Giuffrè Editore
(Series Diritto e Rovescio - Nuova Serie)
Milano, 2010
XXIII + 374 pp.

Abstract
Dopo aver vagliato oltre ventimila film e averne visionati quasi cinquecento a tema giuridico, l’Autore ne ha scelti circa duecento per tracciare un primo percorso di visione interessante non solo per il giurista, ma anche per il cinefilo tout court e per il semplice appassionato di trame a sfondo legale. La scelta è spaziata dal cinema d’essai al trash italiano, dalla tradizione cinematografica nostrana a quella internazionale, dal periodo del muto e del bianco e nero all’era degli effetti digitali, dagli inizi del Novecento ai giorni nostri, da film facilmente reperibili a opere rare o non più trasmesse nei grandi circuiti. Da In nome della legge a La parola ai giurati, da La Pretora a Il verdetto, da Anatomia di un omicidio a Il buio oltre la siepe, da Rashômon a Orizzonti di gloria, da Testimone d’accusa a Kramer contro Kramer, le recensioni dei film sono arricchite e annotate con spunti d’interesse per il giurista, con la critica cinematografica più
autorevole, con le trascrizioni fedeli dei dialoghi maggiormente espressivi e delle arringhe più celebri e con informazioni essenziali sui registi e attori più importanti.

Indice

Capitolo Primo
LA «PICCOLA PRETURA» E IL PALAZZO DI GIUSTIZIA
1. La Pretura: problemi nell’amministrazione della giustizia, macchiette e parodie.
2. La «piccola Pretura» nel secondo dopoguerra: In nome della legge di Pietro Germi (1949).
3. Una tipica giornata d’udienza: Un giorno in Pretura di Steno (1953).
4. Le vicissitudini del «testimone volontario»: I mostri di Dino Risi (1963).
5. Teatrino e comicità davanti al giudice: Riuscirà l’avvocato Franco Benenato a sconfiggere il suo acerrimo nemico il Pretore Ciccio de Ingras? di Mino Guerrini (1971)

Capitolo Secondo
PRETORI E GIUDICI ISTRUTTORI
1. La rappresentazione del magistrato.
2. Il melodramma della giustizia tra omertà e crisi della famiglia borghese: Il magistrato (1959) di Luigi Zampa.
3. La «magistrata» e il filone sexy all’italiana: La Pretora di Lucio Fulci (1976).
4. Un giudice integerrimo e moralista: In nome del popolo italiano di Dino Risi (1971).
5. Un magistrato turbato sin dall’infanzia: La grande abbuffata di Marco Ferreri (1973).
6. Un giudice di provincia e lo «squartatore francese»: Il giudice e l’assassino di Bertrand Tavernier (1976).
7. Un Giudice Istruttore e le sue metodologie d’indagine: Il giudice d’assalto di Yves Boisset (1976).
8. Un magistrato ossessionato dalla sorella: Salto nel vuoto di Marco Bellocchio (1980).
9. Un magistrato e una storia familiare nelle Murge: Tre fratelli di Francesco Rosi (1981).
10. Una donna alla Corte Suprema: Una notte con vostro onore di Ronald Neame (1981).
11. Un magistrato d’assalto e la corruzione: Tutti dentro di Alberto Sordi (1984).
12. Le trame di vendetta di un giudice sadico e fanatico: Reato di innocenza di Michael Miller (1985).
13. Da un fumetto di successo al Tribunale del futuro: Dredd – La legge sono io di Danny Cannon (1995).

Capitolo Terzo
L’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA E IL SUO «ECOSISTEMA»
1. La giustizia tra problemi personali, retroscena, sfiducia e principi morali.
2. L’amministrazione della giustizia e i suoi problemi: Fascicolo nero di André Cayatte (1955).
3. Boom economico, titoli di credito e falsi testimoni: La cambiale di Camillo Mastrocinque (1959).
4. Un processo burla e le tragiche conseguenze reali: La più bella serata della mia vita di Ettore Scola (1972).
5. I retroscena della giustizia negli Stati Uniti d’America: Prove apparenti di Sidney Lumet (1997).
6. Un super-Procuratore coinvolto in una questione personale: Traffic di Steven Soderbergh (2000).
7. Giustizia privata, illusione della sicurezza, sistemi di giustizia alternativa e sfiducia nelle istituzioni: La zona di Rodrigo Plà (2007).

Capitolo Quarto
LA GIURIA POPOLARE E I SUOI MECCANISMI
1. Il fascino della giuria e del giurato popolare.
2. Una giuria in azione in piena Grande Depressione: Giuro di dire la verità di George Archaimbaud (1932).
3. Psicologia della giuria, tecniche di persuasione e ragionevole dubbio: La parola ai giurati di Sidney Lumet (1957).
4. La giuria «parallela» e la giustizia privata: Condannato a morte per mancanza di indizi di Peter Hyams (1983).
5. L’arte del jury consultant tra scelta e manipolazione della giuria perfetta: La giuria di Gary Fleder (2003).
6. Un remake ben riuscito di La parola ai giurati tra psicologia della giuria e questione cecena: 12 di Nikita Mikhalkov (2007).

Capitolo Quinto
L’AVVOCATO NEI THRILLER
1. La figura dell’avvocato nella storia del cinema.
2. Humphrey Bogart, l’avvocato redentore: I bassifondi di San Francisco di Nicholas Ray (1949).
3. Il giovane avvocato e la buona società nordamericana: I segreti di Filadelfia di Vincent Sherman (1959).
4. Jack Nicholson, l’avvocato alcolizzato: Easy Rider di Dennis Hopper (1969).
5. L’avvocato della camorra: I guappi di Pasquale Squitieri (1974).
6. Un avvocato tra i corrotti: …e giustizia per tutti di Norman Jewison (1979).
7. I rischi della professione: Cape fear di Martin Scorsese (1991).
8. La professione nelle grandi law firm: Il socio di Sydney Pollack (1993).
9. La difesa estrema dell’assistito: Il cliente di Joel Schumacher (1994).
10. La professione legale tra realtà e soprannaturale: L’avvocato del diavolo di Taylor Hackford (1997).
11. Un avvocato condannato per truffa ed emarginato in cerca della sua dignità: L’avvocato De Gregorio di Pasquale Squitieri (2003).
12. Famiglia di un avvocato e insoddisfazioni sessuali: La moglie dell’avvocato di Im Sang-soo (2003).
13. La tragedia sentimentale di un penalista innamorato: Per sempre di Alessandro di Robilant (2003).
14. Un praticante legale nel tunnel della droga: Il silenzio intorno di Dodo Fiori (2005).
15. I limiti etici della professione e il «processo di rottura»: L’avvocato del terrore di Barbet chroeder (2007).
16. Legali delle multinazionali ed etica della professione: Michael Clayton di Tony Gilroy (2007).

Capitolo Sesto
L’AVVOCATO NELLE COMMEDIE E NEI MELODRAMMI
1. Visite notturne in casa dell’avvocato e mogli gelose: L’avventuriera del piano di sopra di Raffaello Matarazzo (1941).
2. L’avvocato, la bella signora e il marito geloso: Buonanotte… Avvocato! di Giorgio Bianchi (1955).
3. L’avvocato neo-sposino del Greenwich Village: A piedi nudi nel parco di Gene Saks (1967).
4. Professione legale, differenze sociali e rapporti amorosi complessi: Love story di Arthur Hiller (1970).
5. L’avvocato romagnolo felliniano: Amarcord di Federico Fellini (1973).
6. Due avvocati e una sirena che gioca col fuoco: Pericolosamente insieme di Ivan Reitman (1986).
7. Un originale avvocato italo-americano: Mio cugino Vincenzo di Jonathan Lynn (1992).
8. L’avvocato involontariamente sincero: Bugiardo bugiardo di Tom Shadyac (1997).
9. Dr. Gonzo: lo «spregevole leguleio» sotto acido: Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam (1998).
10. Oca bionda californiana, pregiudizi popolari e carriera legale: La rivincita delle bionde di Robert Luketic (2001).
11. L’avvocato super-eroe che difende solo gli innocenti: Daredevil di Mark Steven Johnson (2003).

Capitolo Settimo
IL PROCESSO MILITARE E IL DIRITTO IN TEMPO DI GUERRA
1 Il processo in ambito militare e la corte marziale nel cinema.
2. Amore in guerra e ritorno problematico in patria: Ero uno sposo di guerra di Howard Hawks (1949).
3. Guerra nel Pacifico e ammutinamento nella marina militare: L’ammutinamento del Caine di Edward Dmytryk (1954).
4. Codardia di fronte al nemico e fucilazione: Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick (1957).
5. Un western militare e un processo per violenza carnale: I dannati e gli eroi di John Ford (1960).
6. Parigi occupata e omicidio di un cadetto tedesco: L’affare della sezione speciale di Costantin Costa Gavras (1975).
7. Investigazioni su un delitto a sfondo razziale: Storia di un soldato, di Norman Jewison (1984).
8. Corte marziale e processo militare: Codice d’onore di Rob Reiner (1992).
9. Regole d’ingaggio e strage di civili: Regole d’onore di William Friedkin (2000).
10. Penitenziario militare e Corte Marziale: High crimes – Crimini di Stato di Carl Franklin (2002).
11. Seconda guerra mondiale e processo nel campo di concentramento: Sotto corte marziale di Gergory Hoblit (2002).

Capitolo Ottavo
I PROCESSI STORICI
1. Casi processuali celebri dall’antichità all’era moderna.
2. Dal teatro al cinema: Processo e morte di Socrate di Corrado D’Errico (1939).
3. Crimini di guerra e diritto di difesa: Il verdetto di Lewis Allen (1948).
4. Un processo nel Giappone del XII secolo: Rashômon di Akira Kurosawa (1950).
5. Spionaggio e scandali politici in Francia: L’affare Dreyfus di José Ferrer (1957).
6. Criminali nazisti a Norimberga: Vincitori e vinti di Stanley Kramer (1961).
7. Obiezione di coscienza e liberazione di Parigi: Non uccidere di Claude Autant-Lara (1961).
8. I gerarchi fascisti alla sbarra: Il processo di Verona di Carlo Lizzani (1963).
9. Milano e il processo a tre untori: La colonna infame di Nelo Risi (1973).
10. Massacro di campeggiatori e pena di morte in Francia negli anni Cinquanta: L’affare Dominici di Claude Bernard Auberte (1973).
11. Rapimento e omicidio negli anni Trenta in Nord America: Il caso Lindbergh di Buzz Kulik (1976).
12. Rivoluzione francese e ghigliottina: Danton di Andrzej Wajda (1983).
13. Un caso di uxoricidio e l’intervento di Alan Dershowitz: Il mistero von Bulow di Barbet Schroeder (1990).
14. Processo contro la Corona: Il caso Winslow di David Mamet (1999).
15. Il processo a Eichmann: Uno specialista. Ritratto di un criminale moderno di Eyal Sivan (1999).
16. La guerra civile in Italia e l’eccidio di Monte Sole: Lo stato di eccezione di Germano Maccioni (2007).

Capitolo Nono
LETTERATURA, PROCESSO E CINEMA
1. Dalle grandi opere letterarie alla celluloide.
2. Josef K. e i misteri della giustizia: Il processo di Orson Welles (1962).
3. Truman Capote e la cronaca di un processo per omicidio: A sangue freddo di Richard Brooks (1967).
4. Leonardo Sciascia e la pena di morte ai tempi del fascismo: Porte aperte di Gianni Amelio (1990).
5. Un secondo film sull’inchiesta di Truman Capote: Truman Capote: a sangue freddo di Bennett Miller (2005).

Capitolo Decimo
SCIENZA E RELIGIONE NELLE AULE DI TRIBUNALE
1. Le tematiche religiose e scientifiche al cinema.
2. Un film muto di grande suggestione: La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer (1928).
3. Creazionismo ed evoluzionismo in udienza: … E l’uomo creò Satana di Stanley Kramer (1960).
4. Una condanna al rogo per eresia: Il processo di Giovanna d’Arco di Robert Bresson (1962).
5. Il processo e l’abiura di Galileo: Galileo di Liliana Cavani (1968).
6. Demonismo e superstizione: I diavoli di Ken Russell (1971).
7. Tortura e condanna a morte di un domenicano eretico: Giordano Bruno di Giuliano Montaldo (1973).
8. Pena di morte, Sacra Consulta e l’arringa di Monsignor Colombo: In nome del Papa Re di Luigi Magni (1977).
9. Pratiche di esorcismo, omicidio colposo e processo a un sacerdote: The exorcism of Emily Rose di Scott Derrickson (2005).

Capitolo Undicesimo
POLITICA, OPINIONE PUBBLICA E GIUSTIZIA NEL CINEMA
1. Il rapporto tra politica e giustizia nella rappresentazione cinematografica
2. Il meccanismo della democrazia parlamentare negli USA: Tempesta su Washington di Otto Preminger (1962).
3. Lavaggio del cervello, Praga negli anni Cinquanta e delitti politici: La confessione di Costantin Costa Gravas (1970).
4. Una questione italiana: Il caso Mattei di Francesco Rosi (1972).
5. Anni Settanta, scontri di piazza e tensioni in famiglia: Imputazione di omicidio per uno studente di Mauro Bolognini (1972).
6. Le prevaricazioni giudiziarie dell’epoca fascista nell’opera di Ugo Betti: Corruzione al Palazzo di Giustizia di Marcello Aliprandi (1975).
7. Strategia della tensione e uccisione di magistrati: Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi
8. Caccia ai comunisti e il caso Rosenberg: Daniel di Sidney Lumet (1983)
9. Omicidio e politica: Il caso Moro di Giuseppe Ferrara (1986).
10. Crimini di guerra e delicati rapporti familiari: Music Box - prova d’accusa di Constantin Costa-Gavras (1989)
11. Il caso di Ustica: Il muro di gomma di Marco Risi (1991)
12. La caccia alle streghe e ai comunisti: Indiziato di reato di Irwin Winkler (1991)
13. Un procuratore contro il sistema: JFK – Un caso ancora aperto di Oliver Stone (1991).
14. Il processo per la morte di un poeta: Pasolini un delitto italiano di Marco Tullio Giordana (1995).
15. Mondo della finanza, politica e delitto Ambrosoli: Un eroe borghese di Michele Placido (1995).
16. Cina e garanzie giudiziarie: L’angolo rosso di Jon Avnet (1998).
18. La manipolazione dell’opinione pubblica e il teatro: Chicago di Rob Marshall (2002).
19. Il caso Calvi: I banchieri di Dio di Giuseppe Ferrara (2002).
20. La corruzione nella società: La commedia del potere di Claude Chabrol (2006).

Capitolo Dodicesimo
L’ERRORE GIUDIZIARIO, IL SISTEMA CARCERARIO, IL RIFORMATORIO E LA PENA DI MORTE
1. Carcere e pena di morte nella tradizione cinematografica.
2. Mafia di quartiere e gangster story: Gli angeli con la faccia sporca di Michael Curtiz (1938).
3. Pena di morte e riflessioni: Siamo tutti assassini di André Cayatte (1952).
4. Preferire il carcere alla vita in società: Dov’è la libertà di Roberto Rossellini (1954).
5. Depistaggi e sospetti: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970).
6. Ingiusta condanna di due anarchici: Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo (1971).
7. Errore giudiziario e odissea carceraria: Detenuto in attesa di giudizio di Nanny Loy (1971).
8. Un innocente e un reato orribile: Girolimoni il mostro di Roma di Damiano Damiani (1972).
9. Politica, omicidio di un avvocato e pentitismo: Il pentito di Pasquale Squitieri (1985).
10. Errore giudiziario: Nel nome del padre di Jim Sheridan (1993).
11. La critica al sistema carcerario: Le ali della libertà di Frank Darabont (1994).
12. La pena di morte e l’errore giudiziario: Dead man walking di Tim Robbins (1995).
13. Il sistema carcerario: L’isola dell’ingiustizia (Alcatraz) di Marc Rocco (1995).
14. Carcere e pena di morte: Difesa a oltranza di Bruce Beresford (1996).
15. Eredità del riformatorio e vendetta: Sleepers di Barry Levinson (1996).
16. Tre ergastoli e un dubbio: Hurricane – Il grido dell’innocenza di Norman Jewison (1999).
17. Il caso Tortora: Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro (1999).
18. Pena di morte e errori giudiziari: The life of David Gale di Alan Parker (2003).

Capitolo Tredicesimo
CINEMA, DIRITTO E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
1. La rappresentazione di mafia, camorra e criminalità organizzata sul grande schermo.
2. La camorra d’inizio novecento e il processo Cuocolo: Processo alla città di Luigi Zampa (1952).
3. Un magistrato contro la criminalità organizzata: Confessione di un Commissario di Polizia al Procuratore della Repubblica di Damiano Damiani (1971).
4. Diritto e regole d’onore in Il padrino di Francis Ford Coppola (1972).
5. Al Capone e il suo processo: Gli intoccabili di Brian De palma (1987).
6. Un istant movie sull’attentato: Giovanni Falcone di Giuseppe Ferrara (1993).
7. Agguato mafioso e Rosario Livatino: Il giudice ragazzino di Alessandro Di Robilant (1993).
8. Giovanni Falcone, un eroe italiano: I giudici di Ricky Tognazzi (1991).
9. Magistratura, mafia e politica in TV: Paolo Borsellino di Gianluca Maria Tavarelli (2004).
10. Giulio Andreotti, politica e processi: Il divo di Paolo Sorrentino (2008).

Capitolo Quattordicesimo
OMICIDIO E VENDETTA
1. Il reato più importante e il suo fascino per il pubblico.
2. Giustizia sommaria e linciaggio: Furia di Fritz Lang (1936).
3. Il primo vero film comico del cinema italiano: Imputato, alzatevi! di Mario Mattòli (1939).
4. Un caso di omicidio in famiglia: Il caso Paradine di Alfred Hitchcock (1947).
5. L’omicidio di un’anziana vedova: Testimone d’accusa di Billy Wilder (1957).
6. Omicidio e asserita infermità mentale: Pazza di Martin Ritt (1987).
7. Dal romanzo più celebre di Scott Turow: Presunto innocente di Alan J. Pakula (1990).
8. Un professore di Harvard alla ricerca della verità: La giusta causa di Arne Glimcher (1995).

Capitolo Quindicesimo
UXORICIDIO E DELITTO D’ONORE
1. Uxoricidio e ergastolo: Il caso Maurizius di Julien Duvivier (1954).
2. Dubbi matrimoniali e investigazione su un uxoricidio: La finestra sul cortile di Alfred Hitchcok
(1954).
3. Passione e delitto d’onore: Divorzio all’italiana di Pietro Germi (1962).
4. Omicidi in serie per amore (e gelosia): Divorzio alla Siciliana di Enzo Di Gianni (1963).
5. Delitto d’onore in Sicilia: Sedotta e abbandonata di Pietro Germi (1964).
6. Un caso di uxoricidio in provincia: Al di là di ogni ragionevole dubbio di Sidney J. Furie (1968).
7. Uxoricidio e rapporti col cliente: Per legittima accusa di Sidney Lumet (1993).

Capitolo Sedicesimo
VIOLENZA CARNALE, STALKING, MOLESTIE E MOBBING
1. Violenza e molestie nei confronti di donne, uomini e in ambiente lavorativo.
2. Problemi sul posto di lavoro ed esasperazione: Hanno rubato un tram di Aldo Fabrizi (1954).
3. Violenza carnale e omicidio: Anatomia di un omicidio di Otto Preminger (1959).
4. «Privilegio maritale» e processo per violenza carnale sulla moglie: Il caso di Greta Rideout di
Peter Levin (1980).
5. Un avvocato perseguitato: Attrazione fatale di Adrian Lyne (1987).
6. Violenza carnale, «branco» e bassifondi della società: Sotto accusa di Jonathan Kaplan (1988).
7. Un caso di stupro tra psicologia e processo: La condanna di Marco Bellocchio (1991).
8. Molestie sessuali sul posto di lavoro: Prestazione straordinaria di Sergio Rubini (2004).
9. Molestie sessuali e mobbing sul posto di lavoro: Rivelazioni di Barry Levinson (1994).
10. La persecuzione di un avvocato: Ipotesi di reato di Roger Michell (2002).
11. Il primo film sul mobbing in Italia: Mi piace lavorare (mobbing) di Francesca Comencini (2003).

Capitolo Diciassettesimo
IL DELITTO PERFETTO E LA SUA PROGRAMMAZIONE
1. Il fascino del delitto perfetto e della vittoria del colpevole
2. Un classico della cinematografia su questi temi: Il delitto perfetto di Alfred Htichcock (1954).
3. Al di là di ogni ragionevole dubbio: L’alibi era perfetto di Fritz Lang (1956).
4. La promessa di Dürrenmatt e la pianificazione di un omicidio: Tre giorni per la verità di Sean Penn (1995).
5. Colpevole o innocente: Schegge di paura di Gregory Hoblit (1996).
6. Autoaccusa e meccanismi processuali: Il caso Thomas Crawford di Gregory Hoblit (2007).

Capitolo Diciottesimo
INTOLLERANZA E DISCRIMINAZIONE RAZZIALE
1. Casi di discriminazione e legalità.
2. Uno spinoso caso giudiziario e il consenso della comunità: Il giudice di John Ford (1934).
3. Razzismo in una cittadina del Sud: Vendetta di Mervyn LeRoy (1937).
4. Stupro, omicidio, razzismo e anticomunismo: L’imputato deve morire di Mark Robson (1956).
5. Omicidio a sfondo razziale e gang giovanili: Il giardino della violenza di John Frankenheinmer (1961).
6. Razzismo in Alabama: Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan (1962).
7. Un barbone a giudizio: Suspect – presunto colpevole di Peter Yates (1987).
8. Minoranze etniche e discriminazione processuale: Verdetto finale di Joseph Ruben (1989).
9. La Costituzione italiana e l’immigrazione: L’articolo 2 di Maurizio Zaccaro (1993).
10. AIDS e discriminazione sul posto di lavoro: Philadelphia di Jonathan Demme (1993).
11. Ku Klux Klan e diritto dagli anni Sessanta ai giorni nostri: L’agguato di Rob Reiner (1996).
12. Il nonno razzista e il nipote avvocato: L’ultimo appello di James Foley (1996).
13. Razzismo e giustizia «fai da te»: Il momento di uccidere di Joel Schumacher (1997).
14. La liberazione dalla schiavitù e la Corte Suprema: Amistad di Steven Spielberg (1997).
15. Terrorismo, extraordinary rendition e diritti civili: Rendition (detenzione illegale) di Gavin Hood (2007).

Capitolo Diciannovesimo
LIBERTÀ DI MANIFESTAZIONE DEL PENSIERO, PORNOGRAFIA E SENSO DEL PUDORE
1. Il senso del pudore e l’evoluzione della società e del diritto.
2. La «mossa» in Pretura e un processo per oscenità: Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa di Marcello Fondato (1970).
3. Quattro episodi sul tema dell’osceno: Il comune senso del pudore di Alberto Sordi (1976).
4. Neonazismo e libertà di pensiero: Diritto di Offesa di Herbert Wise (1981).
5. Pornografia, libertà di parola e di stampa: Larry Flint oltre lo scandalo di Miloš Forman (1996).

Capitolo Ventesimo
IL MATRIMONIO, LA SUA CRISI E IL DIRITTO DI FAMIGLIA
1. La famiglia e la sua crisi.
2. La rottura del vincolo coniugale negli anni Trenta: Non sono un angelo di Wesley Ruggles (1933).
3. Il processo di Frine e la «maggiorata»: Altri tempi di Alessandro Blasetti (1952).
4. Errori e fraintendimenti su nascita e cittadinanza: La legge è legge di
Christian-Jaque (1958).
5. La maternità finalizzata a evitare l’arresto: Ieri oggi domani di Vittorio De Sica (1963).
6. Matrimonio in punto di morte: Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica
(1964).
7. Il divorzio di Enrico VIII e il suo consigliere: Un uomo per tutte le stagioni di Fred Zinneman(1966).
8. Un delizioso film sul divorzio (e il matrimonio…): Alfredo, Alfredo di Pietro Germi (1972).
9. Denuncia per mancato matrimonio: Amore tra le rovine di George Cuckor (1975).
10. Crisi del rapporto coniugale e custodia dei minori: Kramer contro Kramer di Robert Benton (1979).
11. La rottura (in tutti i sensi…) di un rapporto: La guerra dei Roses di Danny DeVito (1989).
12. Separazione e gestione dell’affidamento dei figli: Mrs. Doubtfire di Chris Columbus (1993).
13. La «divorziata seriale» e il «re dei patti prematrimoniali»: Prima ti sposo poi ti rovino (2003) di Joel Coen (2003).
14. Amore e competizione tra avvocati divorzisti: Matrimonio in appello di Peter Howitt (2004).

Capitolo Ventunesimo
I TEMI DELLA SALUTE E DELL’ECOLOGIA
1. Salute, tutela ambientale, class action e attività delle multinazionali.
2. Le problematiche giuridiche del «fine vita»: Giustizia è fatta di André Cayatte (1950).
3. Crisi del sistema sanitario, colpa medica e «redenzione» dell’avvocato: Il verdetto di Sidney Lumet (1982).
4. Tutela ambientale e interessi politici: Il rapporto Pelican di Alan J. Pakula (1993).
5. Inquinamento fluviale, danni alla salute e avvocati disposti a tutto: A civil action di Steven Zaillian (1998).
6. Compagnie assicurative e casi di leucemia: L’uomo della pioggia di Francis Ford Coppola (1998).
7. Strage di medici e problemi di coscienza: The confession di David Jones (1998).
8. Contaminazione di falde acquifere e battaglia legale: Erin Brokovich di Steven Soderbergh (2000).
9. Diritto al suicidio (assistito) e sistema giudiziario spagnolo: Mare Dentro di Alejandro Amenàbar (2004).
10. «Emancipazione medica» e diritti sul proprio corpo: La custode di mia sorella di Nick Cassavetes (2009).


Giovanni Ziccardi (Castelfranco Emilia, 1969). Professore Associato di Informatica Giuridica e Informatica Giuridica Avanzata presso la Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' degli Studi di Milano. Avvocato e musicista, siede nel Boards of Directors di Ip Justice. Fondatore del portale giuridico "Net Jus" (http://netjus.typepad.com/net_jus_ten_years_after/), giornalista pubblicista, Chairman della "Italian Cyberspace Law Conference", Fondatore e Direttore della rivista scientifica internazionale "Ciberspazio e Diritto".

Roberto Casalini (Cagliari, 1953) è giornalista. Paola Casalini (Milano, 1984) studia Giurisprudenza e scrive. Assieme stanno preparando una nuova stesura, aggiornata e ampliata, del fortunato Suonala ancora Sam (Bompiani, 1999, nove edizioni) che raccoglie le migliori frasi del cinema. Hanno curato, nella postfazione di questo libro, una raccolta delle migliori frasi tratte da film giudiziari.

Sunday, December 20, 2009

Literatura y Derecho. (Desde el esperanto). Ferenc Szilágyi (1895-1967)


Ferenc Szilágyi
La liberación del juez
Edición bilingüe
Alfa Decay,
Barcelona, 2009,
104 pp. (Col. Alpha Mini, 6)
ISBN: 978-84-92837-01-4

Al calor del 150 aniversario del nacimiento de Lejzer Ludwik Zamenhof (Byalistok, 1859- Varsovia, 1917), oftalmólogo, lingüista y fundador del esperanto como utópica lingua franca, la editorial barcelonesa Alpha Decay acaba de lanzar al mercado una exquisita e inusual edicion bilingüe en esperanto y castellano. Se trata del relato de Ferenc Szilágyi (Budapest, 1895- Estocolmo, 1967) titulado La liberiĝo de juĝisto/ La liberación del juez. Fue éste uno de los que inicialmente aparecieron en La granda aventuro: kaj aliaj noveloj (Eldona Societo Esperanto, Stockholm, 1945. 143 pp.). En efecto, en La gran aventura: relatos se reunían otros como Pri mia knabina animo, La dolĉa portreto, Sennome, Libera rabo, La sepan de majo, Sur la ponto, Elinjo, Kaj poste Pinokjo, Vintro, La knabineto kaj la karbo, Grava kunsido, o Kokin-Akademio (groteska komedio).



El prólogo y cuidada traducción –primera de un texto en esperanto al castellano- de Javier Guerrero, recupera la pequeña historia que el húngaro Szilágyi, abogado de profesión, además de comprometido esperantista, compuso con atmósfera chejoviana, y poético descriptivismo, acerca de la evasión circunstancial de un joven juez respecto de las insignificancias cotidianas de su vida domética y quehacer profesional. No sin falta de intencionalidad la fábula de Szilágyi perfila el personaje del juez, sumido en el burgués condicionamiento de las estructuras sociales, desde el alegre luminoso rescate, siquiera por breves horas, del liberal regocijo de la infancia y el atrevimiento de la juventud. Instantes de liberación..., quebrados para siempre en el apresurado regreso a la torva existencia.


Ferenc Szilágyi (Budapest, 1895- Estocolmo, 1967), Abogado, activo pacifista, traductor y poeta, nacionalizado sueco, fue miembro del Consejo editorial de la revista Literatura Mondo y colaborador del Hungara Heroldo. En la década de los años 30 participó en el afanoso proyecto de una Enciklopedio de Esperanto. Redactó asimismo una gramática del esperanto. De su obras narrativa destacan Trans la fabeloceano (Budapest, 1931), Inter sudo kaj nordo (Stockholm, 1950) Koko krias jam! (La Laguna, 1955), y la novela detectivesca Mistero Minora (Kopenhago, 1958), su última creación.

Tuesday, December 15, 2009

Cultura del Derecho impreso




Conferencia en Sala Ámbito Cultural, El Corte Inglés de Málaga, jueves 17 de diciembre, 19´30 h



José Calvo González
Catedrático de Teoría del Derecho y Filosofía del Derecho
Magistrado Suplente de la Audiencia Provincial de Málaga


IMPRENTA PRAGMÁTICA Y CULTURA DEL DERECHO
LOS IMPRESOS JURÍDICOS MENORES (s. XVII-XIX)


Introducirá el tema una reflexión sobre el progreso de la tipobibliografía jurídica en España, señalando el paso del estudio del manuscrito jurídico a la indagación tipológica de los escritos jurídicos en la época de la imprenta manual y, más adelante, de la imprenta de los siglos de Oro. Esta reorientación ha llevado también a prestar una cada vez mayor atención al tipo de impresos relacionados con la cultura jurisdiccional y forense, así como hacia la impresión de textos normativos de carácter legal y naturaleza dispositiva considerados antes de su incorporación a recopilaciones o colecciones legislativas oficiales o privadas. El fenómeno jurídico cultural que de ello se deduce es la actividad de lo que durante la exposición del conferenciante será presentado como producto de una “imprenta pragmática”, decisiva desde el punto de vista del conocimiento de la Administración de Justicia y el arte de defender, y respecto de la propia acción del poder político de la Monarquía en los textos de la ley como “voz del Rey”.
Se ilustrará la conferencia con ejemplos de “impresos jurídicos menores”, en concreto de Alegaciones en Derecho (Ivris allegatio) o “porcones”, y de Cédulas Reales, analizando en ellos sus rasgos tipobibliográficos más característicos.

Presentará al conferenciante la Dra. Magdalena Martín Martínez, Vicedecana de Investigación de la Facultad de Derecho. Universidad de Málaga.


Imagen: Still Life with Orange and Book. Raphaelle Peale 1774-1825

Tuesday, December 08, 2009

Cultura y Derecho


Francesco Galgano
Il diritto e le altre arti. Una sfida alla divisione fra le culture
Compositori
Bologna, 2009
174 pp.
(Collana Quadrifogli)
ISBN: 8877946679
ISBN-13: 9788877946676


Un ponte fra la cultura giuridica e le altre culture, nella speranza di contrastare, in qualche sia pur lieve misura, l'odierna e crescente frantumazione del sapere. Concepito in chiave di divulgazione e, al tempo stesso, di divagazione, il libro si rivolge soprattutto ai non giuristi, perché scoprano, al di là del convenzionale modo di intenderlo, la vera natura del diritto.

Monday, December 07, 2009

Fontana dei Libri





ROMA, Fontana dei Libri, Via degli Staderari
Tomada el 6/XII/2009
© José Calvo González

Thursday, December 03, 2009

Catàleg de l’exposició Muses de la impremta



Marina Garone Gravier i Albert Corbeto López (Editors),
Muses de la impremta. La dona i les arts del llibre (segles XVI-XIX)
Museu Diocesà de Barcelona-Associació de Bibliòfils de Barcelona
Barcelona, 2009, 280 p.
ISBN 978-84-936895-7-5

Conté els següents treballs:
• “Las musas ignoradas. Estudio historiográfico del papel de la mujer en el ámbito de la imprenta” (Albert Corbeto)
• “La mujer y la imprenta en las colonias españolas de América: México, Guatemala y Perú” (Marina Garone Gravier)
• “Tipografia i textos en el taller de la impressora Jerònima Galés (València, segle XVI)” (Rosa M. Gregori Roig)
• “Doña Brígida Maldonado, la Familia Cromberger, y la imprenta sevillana” (Natalia Maillard Álvarez i Clive Griffin)
• “Cultura escrita del Derecho en las imprentas de Viudas. Impresos jurídicos menores (Barcelona, siglos XVII-XIX)” (José Calvo González)
• “Mujeres al borde de una imprenta: impresoras catalanas del siglo XVIII” (Aitor Quiney)
• “Editoras e impresoras madrileñas del sigo XVIII” (Antonio Arroyo Almaraz)
• “La impremta del XIX, patrimoni femení” (Montserrat Comas Güell)
Reproducció fotogràfica de la pàgina de títol de totes les obres exposades.

El catàleg de l’exposició es pot adquirir al mateix Museu per 25 €

Sunday, November 29, 2009

Shakespeare in Law

George W. Keeton
Shakespeare and his legal problems
with a foreword by Lord Darling
A. & C. Black, London, 1930, X, 239 pp
.




George W. KeetonShakespeare and his legal problemsWilliam S. Hein & Co (Legal Inspiration Series), Buffalo, N.Y. 1987, x, 239 pp.
ISBN 13: 9780849010309




George W. Keeton
Shakespeare and his legal problems
Lawbook Exchange Ltd., Clark, New Jersey, 2009, 250 pp.
ISBN: 1584779454
ISBN-13: 9781584779452

In this fascinating study, Keeton addresses general themes, such as the law of debt and the development of the common law (as demonstrated by Shylock), as well as specific topics like the trial of Hermione and the divorce of Queen Katherine.
"This is a book for which there has been a real need for many years, and lawyers as well as laymen are greatly indebted to Mr. Keeton for this admirable treatment of his subject. For we should understand at the outset that Mr. Keeton's job might well have been done in a miserable fashion; and, in general, that the borderline subjects between law and literature have quite often been handled with a low grade of workmanship. For to write of the law as it is found in Shakespeare's plays, one must be a Shakespearian scholar, a trained lawyer, and a legal historian; and most important of all, one should handle this vast field of learning efficiently but not too ponderously. With all his learning Mr. Keeton never makes his erudition oppressive, and with all the mastery with which the subject is handled, he treats everything lightly and easily, so that the reader is hardly conscious of the wealth which he receives.": Paul L. Sayre, Iowa Law Review 17 (1931-1932) 146-147.
"Although I do not think that any notice by me is required, yet I cannot but commend this little book to all who may incline to learn something of the law as Shakespeare knew it, and are curious regarding the use he made of legal procedure in his plays.For my own part I have found especially interesting and profitable, Mr. Keeton's examination of the cause of Shylock and Antonio, his explanation of the various arguments employed by Portia, and his conjectures concerning the absence of other contentions who relevance, at a first glance, may appear sufficient to have justified their submission to the judgement of the Doge. As it is, the speech of Portia would perhaps more closely resemble the addresses to which juries are privileged to listen did it contain more false points than it does."
From the preface by the Rt. Hon. Lord Darling
"Mr. Keeton's studies will be found instructive and interesting in various degrees by readers who know their Shakespeare but are not learned in the law, by lawyers who want an occasion for improving their knowledge of Shakespeare and sharpening their wits, and by Shakespearean students of all sorts. It is no great matter whether they agree with all his conclusions or not, for at any rate he knows what he is talking about and will make them think."
Sir Frederick Pollock, Law Quarterly Review 46 (1930) 522
George W. Keeton was a barrister of Gray's Inn, where he was the Bacon Scholar, Foundation Scholar in Law of Gonville and Caius College, Cambridge, and Senior Lecturer in Law at the Victoria University of Manchester. A remarkably prolific author, he published notable works on charities, equity, legal history, trusts and international law.

CONTENTS
FOREWORD
I.THE BASTARDY OF FALCONBRIDGE
II.SHYLOCK AND THE DEVELOPMENT OF THE COMMON LAW
III.HENRY VIII AND HIS COUNCIL IV.LOCAL JUSTICE IN SHAKESPEARE'S PLAYS V.INTERNATIONAL LAW IN SHAKESPEARE
VI.THE LAW OF DEBT IN SHAKESPEARE
VII.MEASURE FOR MEASURE: THE PROBLEM OF CRIME
VIII.THE TITLE TO THE CROWN IN THE HISTORIES
IX.SHAKESPEARE'S VIEW OF THE ENGLISH KINGSHIP
X.THE TRIAL OF HERMIONE
XI.LORD CHIEF JUSTICE GASCOIGNE
XII.RICHARD II. AND THE TRIAL OF THE EARL OF ESSEX
XIII.TRIAL BY BATTLE IN SHAKESPEARE
XIV.HENRY GARNET, THE EQUIVOCATOR
XV.THE TRIAL OF THE DUCHESS OF GLOUCESTER FOR WITCHCRAFT
XVI.THE DIVORCE OF QUEEN KATHARINE
XVII.HENRY V.'S CLAIM TO THE FRENCH THRONE
XVIII.THE DEATH OF HUMPHREY, DUKE OF GLOUCESTER
INDEX
INDEX TO PLAYS

Thursday, November 26, 2009

Diritto e costruzione narrativa. Università di Trieste



Università di Trieste. Aula «Ziller» Facoltà di Scienza della Formazione (via Tigor, 22) 30 novembre, ore 16.30.

Tavola rotonda su DIRITTO E COSTRUZIONE NARRATIVA. LA CONNESSIONE FRA DIRITTO E LETTERATURA.

L’evento, promosso nel marco del MASTER DI PRIMO LIVELLO IN ANALISI E GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE, gode del contributo del Fondo di Ricerca d’Ateneo 2008-2009 su Il soggetto dei diritti. Modelli antropologici tra filosofia, diritto e letteratura, e vedrà la partecipazione di Paolo Heritier (Università di Torino) Paola Mittica (Università di Urbino) Fabio Cossutta (Università di Trieste) Giuseppina Restivo (Università di Trieste).

In collaborazione con CENTRO DI RICERCHE SULLA METODOLOGIA GIURIDICA «Tigor. Rivista di scienze della comunicazione», e con il patrocinio dell´ITALIAN SOCIETY FOR LAW AND LITERATURE (Università di Bologna).

Segreteria organizzativa dott.ssa Luisa Perich
040 558 7777
e-mail: mastercomunicazione@units.it

Wednesday, November 25, 2009

Derecho y Literatura. Tolstói, o del amor y sus máscaras









(The Old Cremona. William Michael Harnett. 1851-1892)

Durante los días 16, 17 y 23 de noviembre tuvo lugar el segundo Seminario de Derecho y Literatura de los previstos para el presente Curso Académico 2009-2010. Dirigido a los alumnos de Filosofía del Derecho Vº Curso (Grupos A y B) de la Licenciatura en la Facultad de Derecho de la Universidad de Málaga, fue impartido a más de 50 asistentes y coordinado por el Prof. Dr. José Calvo González.
Lectura previa de la novela breve Sonata a Kreutzer (1889) de Lev Tolstói (1828-1910). Relato que el consejero Pózdnyshev traslada a los pasajeros del tren en que viaja, donde cuenta acerca de su relación conyugal. Un hombre enamorado que en busca de una vida de tranquila felicidad doméstica acaba por quitar la vida a su mujer. La conciencia del mal y el recuerdo del crimen le torturan, acucian su relato y alivian al narrador. Historia de celos y adulterio imaginario, sumergida en los imperativos del convencionalismo de una sociedad hipócrita.

Dos claves orientativas

Sobre la razón narrativa:
“Contar es lo mismo que convencer o hacerse entender o hacer ver y así todo puede ser comprendido hasta lo más infame, todo perdonado cuando hay algo que perdonar, todo pasado por alto y asimilado y aun compadecido”. Javier Marías, Mañana en la batalla piensa en mí (1994)

Sobre moral narrativa:
“La narración, el acto de narrar, es la norma moral: obra de tal modo que lo que haces puedas representártelo en forma de narración (obra de tal modo que tus obras [se puedan] ensamblar en una narración”. Peter Hanke, Fantasías de la repetición (1981-1982)


Materiales de Seminario
Textos
Lev Tolstói
Sonata a Kreutzer,
trad. y notas de
Ricardo San Vicente Serrano
Cuadernos del Acantilado, nº 6
Barcelona, 2003, 162 pp.




Lev Nikolaevich Tolstoï
Sonata a Kreutzer,
Alianza Editorial
Madrid, 2004
144 páginas



Apoyo musical

Sonata per a violí i piano núm. 9 en La mayor, op. 47 (1802)
Ludwig van Beethoven (1770 -1827)
Dedicada por Beethoven en principio al violinista polaco George Bridgetower (1779-1860), quien vertió un comentario improcedente sobre una dama amiga del compositor, lo que llevó al compositor a cambiar la dedicatoria a Rodolphe Kreutzer, también violinista. La ejecución de la partitura correspondiente al violín ha sido considerada de extrema dificultad técnica. La pieza consta de tres movimientos, el primero un Adagio sostenuto resto-adagio, un segundo Andante con variazioni, y un tercero Presto.


Cuarteto de cuerda No. 1.
Leoš Janácek (1854-1928)
Inspirado en Sonata a Kreutzer, de Leon Tolstói




FUERON TEMAS PARA DISCUSION EN SEMINARIO

I) El texto ofrece en parte un trasunto novelado de la experiencia del autor con su esposa, Sofía Andreievna. No obstante, más allá de esta circunstancia la obra ofrece una valiosa imagen de la sociedad burguesa rusa del s. XIX, frente a la que Tolstói abre un debate en torno a los derechos de la mujer basado en la crítica a la falta de moralidad en el trato y rol social dado a la mujer como objeto decorativo y de deseo. En esa clave hombres y mujeres instalan las trampas sociales en las que ellos mismos acaban siendo atrapados.
II) Matrimonio. Tolstoi protesta ante una sociedad que ha convertido al matrimonio en la tapadera para poder mantener relaciones sexuales sin que la Iglesia las considere pecaminosas. El sentido de la institución matrimonial termina con la libertad y se transforma en apatía y desamor.
1) El matrimonio romano en Modestino (Nuptiae sunt coniunctio maris et feminae consortium omnis vitae divini et humani iuris communicatio. (D. 23, 2, 1) “Consortium omnis vitae” como complicidad.
2) El matrimonio como oficialización de la prostitución. Tosltói, Proudhon
3) Libertad sexual, dignidad personal y prostitución.
a) Regulación de la prostitución. Francisco Giner de los Ríos: “la parte inmunda del derecho administrativo” (“La acción moral de la juventud”, en Filosofía y sociología. Estudios de exposición y crítica, 1904)
b) Prostitución y género.
c) Sonata a Kreutzer y Violencia de género, hoy



III) La "cuestión sexual”.
a) El debate en España de 1900. José Verdes Montenegro (1899)
b) Sexualidad y castidad en Tolstói
c) Debates contemporáneos


IV) Excursus sobre Música y Derecho.
- La educación musical de los Tolstói. El preludio de Chopin, de Léon K. Tolstói (hijo)




- El Bolero (1928) de Maurice Ravel (1875-1937) y la Sinfonía nº 45 en fa sostenido menor, Los adioses de Haydn (1732-1809). Sobre estructura formal del ordenamiento jurídico. La construcción y deconstrucción de la escalera normativa ("Stufen theorie" o "Teoría de la gradación jerárquica") de Kelsen en imágenes musicales.
- Sinfonía de los adioses. Una composición protesta sobre las condiciones de trabajo.
V) El ideal social del tolstoísmo. Otros ideales sociales: Zola, Ruskin, Nietzsche. Referencias a Eduardo López Bago, Adolfo Posada y Ramiro Maeztu

VI) La lectura de Tosltói en la España de entresiglos. Novela y rusofilia
VII) Anarquismo, Tolstoísmo, Nietzcheismo.
VII) Tolstói y los lectores juristas. Penalistas y iusfilósofos. Pedro Dorado Montero, Constancio Bernaldo de Quirós, Rafael Altamira, Leopoldo Alas Clarín. Juicio final: Eduardo Gómez de Baquero y Eugenio d´Ors.

IX) Leer a Tolstói. Hacia el Centenario de la muerte de Tolstói.

Monday, November 23, 2009

Mujeres Impresoras




El Museu Diocesà de Barcelona acogerá del 1 de diciembre de 2009 al 31 de enero de 2010 la exposición que bajo el título de Muses de la impremta. La dona i les arts del llibre (segles XVI-XIX)/Musas de la imprenta. La mujer y las artes del libro (siglos XVI-XIX)/ Muses of the printing press. Women in the art of books (XVIth-XIXth centuries), y al cuidado de Marina Garone y Albert Corbeto, presenta una expresiva investigación acerca de la mujer en los antiguos talleres de imprenta españoles y novohispanos.

Participan en la misma con textos que enriquecen el contenido del Catálogo:


Albert Corbeto
Las musas ignoradas. Estudio de las aportaciones bibliográficas
sobre el papel de la mujer en la Historia de la Imprenta
Marina Garone Gravier
La mujer y la imprenta en las colonias españolas de América:
México, Guatemala y Perú
Rosa Mª Gregori Roig
Tipografia i textos en el taller de la impressora Jerònima Galés
(València, segle XVI)
Natalia Maillard Álvarez y Clive Griffin
Doña Brígida Maldonado, la Familia Cromberger, y la imprenta sevillana
José Calvo González
Cultura escrita del Derecho en las Imprentas de Viudas. Impresos jurídicos
menores (Barcelona, siglos XVII-XIX)
Aitor Quiney
Mujeres al borde de una imprenta: impresoras catalanas en el siglo XVIII
Antonio Arroyo Almaraz
Editoras e impresoras madrileñas del siglo XVIII
Montserrat Comas Güell
La impremta del XIX. Patrimoni femení

Saturday, November 21, 2009

Nueva luz sobre El Quijote y Derecho del Trabajo



Gianni Loy
El derecho del trabajo según Sancho Panza
Prólogo de Miguel Rodríguez-Piñero y Bravo Ferrer
Cinca, Madrid, 2009
160 pp.
ISBN: 978-84-96889-37-8


No es ciertamente la primera vez que se examina la obra de Cervantes a la luz del Derecho del Trabajo.
Recordemos en España el temprano estudio de José Lozano Ruiz, Silueta de Derecho social en el Quijote, con Pórtico De Rafael Láinez Alcalá, Imp. Peña, Madrid, 1958, 99 pp. [Contiene: 1. Fertilidad del libro inmortal El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha. 2. Sociedad medieval. 3. Don Quijote y su circunstancia. 4. La idea de derecho de Don Quijote y la de su tiempo. 5. Carácater contractual de la relación jurídica entre Don Quijote y Sancho Panza. 6. Nacimiento del derecho social.].



Siguen más adelante aportaciones como las de Manuel Alonso Olea, «Salarios y mercedes. Indagación mínima sobre un tema de El Quijote», en Homenaje al Profesor Juan García Abellán, Real Academia Alfonso X el Sabio, Murcia, 1987, pp. 13-17, (ampliada luego como Salario y merced: un estudio sobre el Quijote, Lección inaugural de Curso. Colegio Universitario de Segovia. Prólogo de José Antonio Escudero, Colegio Universitario, Segovia, 1993, 29 pp.), y Entre Don Quijote y Sancho. ¿Relación laboral?. Discurso pronunciado en la Facultad de Derecho de la Universidad de León el día 23 de enero de 1996, con motivo de la festividad de San Raimundo de Peñafort Universidad de León, León, 1996. 27 pp. [asimismo, posteriormente, en Análisis Laboral, XXIX, 333 (marzo 2005), pp. 18-21]; También de Alfredo Montoya Melgar, «El labrador Juan Haldudo y su flagelado criado Andrés (Un episodio laboral del Quijote)», en Id., El trabajo en la literatura y el arte, Civitas, Madrid 1995, pp. 61 y ss., y «Don Quijote, patrono y juez laboral», en Revista Española de Derecho del Trabajo, 126 (2005), p. 6-18, o en los últimos años por parte del prof. Germán José Mª. Barreiro González, «Trabajos, oficios y servicios en el Quijote. Una visión literaria del mundo del trabajo en la novela de Don Quijote de la Mancha», en Minerva. Revista de estudos laborais (Coimbra), 3, 6 (2005), pp. 73-97 [Asimismo en Social. Mes a Mes. Revista mensual de información laboral y seguridad social, 106 (mayo, 2005), 15 pp. (Contiene: Prólogo: Del trabajo. Referencia a los gremios. La retribución del trabajo como medio de vida. Trabajos forzados y esclavitud, Los ociosos hidalgos y el menosprecio del trabajo. El oficio de don Quijote. Don Quijote, caballero y amo. Sancho Panza, escudero y criado. La relación de servicios entre don Quijote y Sancho: salarios y mercedes)], quien posee además otros varios e interesantes trabajos sobre Derecho y Literatura centrados en la obra cervantina.
En Iberoamérica se han ocupado del tema José Montenegro Baca, catedrático de Derecho del Trabajo comparado en la Facultad de Ciencías Políticas y Sociales de la universidad Nacional de Trujillo (Perú) con El Derecho del Trabajo en el Quijote, Librería y Editorial "Bolivariana," Trujillo, 1965, 132 pp. [2ª ed. 1972; 3ª ed., con Prólogo de Felipe Vicencio Eyzaguirre, Universidad Central de Chile, Santiago de Chile, 2004, 141 pp.], y el Lic. Eusebio Ramos, Académico de Número de la Academia Mexicana del Trabajo y de la Previsión Social, con Don Quijote en el Derecho mexicano del Trabajo, Cárdenas Editor, México D.F., 1979, 155 pp. (2ª ed. Edit. Sista, México DF, 1991, 112 pp. ).
No obstante, la obra que Gianni Loy dedica a la figura de Sancho Panza ofrece una amplitud y profundidad de tratamiento como hasta ahora no se había producido. La principal originalidad de su análisis reside en sostener que la relación entre don Quijote y Sancho Panza representa la ontología misma de la relación laboral y ofrece las claves para la comprensión del contrato de trabajo, más allá de un determinado momento histórico, mostrando que la esencia de la relación de trabajo subordinada no ha sufrido modificaciones sustanciales desde entonces y que, a distancia de siglos, sólo se ha afianzado.
En este sentido, del Prólogo que redacta Miguel Rodríguez-Piñero y Bravo Ferrer cabe destacar: “el lector tiene en sus manos una obra fascinante, en la que el autor muestra su solidez de jurista, su conocida vocación literaria, y un sólido conocimiento de la obra de Cervantes, y del contexto histórico en que se mueve. Gianni Loy toma partido a favor del hombre común, comprende problemas, sus aspiraciones, sus límites y sus miserias, pero también entiende que es un prototipo de la modernidad que viene frente al afán de su amo de revivir un mundo ya perdido en el que el valor del trabajo y la libertad de la persona no eran reconocidos ni tutelados”.

Indice:
Prólogo
Miguel Rodríguez-Piñero y Bravo-Ferrer
Primera parte
Capítulo I
Que introduce a la lectura de la novela del ingenioso hidalgo cuatro siglos después de su primera aparición
Capítulo II
Donde se reafirma la centralidad de la relación laboral en la historia humana que liga a Don Quijote y Sancho Panza y en el que se especulan diversas metodologías para su interpretación
Capítulo III
Donde se narra cómo estaba organizado el mundo del trabajo en la época de las admirables empresas de Don Quijote de La Mancha
Capítulo IV
Que trata del singular razonamiento que conduce a una lectura de la obra en clave simbólica
Capítulo V
Donde se trata del modo de entender la novela a la luz del moderno Derecho del Trabajo y según una perspectiva ontológica
Capítulo VI
Donde prosigue el análisis de la novela, con la descripción de la modernidad del trabajador-tipo representado por Sancho Panza
Capítulo VII
Donde se narra cómo Sancho Panza anuncia los pródromos de la futura negociación colectiva, y otros paralelismos con la actualidad dignos de nota
Capítulo VIII
Que constituye una digresión para-laboral de la relación humana que une, indisolublemente, al noble caballero de la Triste Figura con su impertinente escudero Sancho Panza
Capítulo IX
Donde nos preguntamos si el Quijote de Avellaneda puede haber influido en la redacción de la segunda parte de la obra de Cervantes
Segunda parte
Capítulo I
Donde se demuestra la naturaleza subordinada de la relación de trabajo entre el ingenioso hidalgo y su escudero
Capítulo II
Que trata de cómo el término merced ha sido fuente de equívocos y ha traído a engaño a algunos de los comentaristas del Quijote
Capítulo X
Que retoma el argumento de la retribución analizando, en detalle, la estructura del salario de Sancho Panza a la luz de las modernas técnicas retributivas
Capítulo XI
Que trata de la extinción de la relación laboral y de la libertad de rescisión de las partes
Epílogo.
BIBLIOGRAFÍA

Gianni Loy. Professore ordinario di Diritto del Lavoro nell'Università di Cagliari

Thursday, November 19, 2009

Derecho terrible y amores prohibidos (I)

Hace un par de años, en Buenos Aires, paseando cerca de Guido, camino de Parque de Mayo, a una o dos cuadras antes de llegar conecté a calle Uruguay. En una de sus veredas descubrí un establecimiento de artesanía donde también estaba instalada una sección de librería anticuaria. Desde entonces visito con regularidad su página web -que no será tarea imposible de averiguar para navegantes duchos- consultando sus catálogos de ofertas. En el último encuentro la referencia a la historia de amores prohibidos que en los días de la aciaga dictadura rosista protagonizaron el presbítero Uladislao Gutiérrez, párroco del Socorro, y la joven Camila O`Gorman. El 12 de diciembre de 1847 aquellos enamorados se decidieron a emprender una arriesgada fuga que les llevara hasta la localidad de Goya, en la provincia de Corrientes, díscola a Rosas. Lograron su empeño y allí instalados se deleitaron en cuerpo y espíritu de su ilícito romance. Tras la fuga de Camina, que contaba con 20 años, sus padres, D. Adolfo O`Gorman y Dª Joaquina Ximenez Pinto, dispusieron el modo de conocer su paradero, y excitaron al gobernador de Buenos Aires en la inaceptable tolerancia de esa afrenta y la perjudicada imagen que a la Iglesia le paraba. Publicó entonces Rosas un Bando de captura de los enamorados el 24 de diciembre de 1847, con prolija noticia sobre filiación y rasgos de identidad - edad, estatura, color de piel, ojos, boca, nariz, barba, pelo- así como otras señas o particulares que contribuyeran a la búsqueda y localización de los huidos, tales que un lunar en la cara del sacerdote, y “un diente de adelante empezado á picar”, de Camila.


El impreso corrió por caminos y aldeas a la espera de denuncia o delación. Sería ésta, descubriéndoseles en el baile dado en la casa de un juez de paz. Apresados y engrillados, se los despachó para Buenos Aires. En Camila era muy evidente su estado de gravidez, de ocho meses ya. Pero de ello no se compadeció el gobierno federal, y tampoco conmovió a sus jueces. Sería dispuesto que a ambos reos se les fusialara. El único gesto piadoso fue que ante el pelotón de fusileros se hallaran juntos, uno al lado de otro, y que se hiciera el “bautizo por boca” del gestante, a lo que religiosamente se procedió momento antes de la ejecución, el 18 de agosto de 1848.

De Camila O`Gorman, nieta por la rama paterna de Anita Perichon, conocida por la "petaquita" entre los independentistas, y como la “Perichona” entre sus adversarios, se conserva una imagen, en placa daguerriana, de autor desconocido, y está recogida en La fotografía en la Argentina, de Juan Gómez (Abadía Editora. Témperley, 1986, p. 47), y en Historia de la fotografía en América, de Vicente Gesualdo (Ed. Sui Generis. Buenos Aires, 1990, p. 16). El retraro, que es plausible fuera tomado en fechas anteriores a la fuga, presenta una singularidad; el tamaño de la imagen, 1/9 de placa; esto es, un formato menor, diferente de lo habitual, ¼ ó 1/6, más atendible a virtud su posición social y medios. Al conjeturar las razones que movieran a la joven para ordenar una imagen en tamaño tan pequeño no es fácil vencer la hipótesis de haberla encargado quizá como prenda de amor para entregarla a su enamorado, el Padre Uladislao Gutiérrez.

También, porque el azar la quiso salvar de la línea de fuego, que le haya sido arrancada a éste de entre las ropas ensangrentadas.




Nota: La imagen del daguerrotipo pertenece a Carlos Vertanessian, investigador y coleccionista de la etapa daguerreana. Su blog es: http://reflejosdelplata.blogspot.com/2009/11/camila-ogorman-fue-victima-de-los.html. Fue un placer visitarlo.

Wednesday, November 18, 2009

Sociedad Chilena de Filosofía Jurídica y Social. Anuario de Filosofía Jurídica y Social, 26 (2008)




El profesor Agustín Squella, de la Escuela de Derecho de la Universidad de Valparaíso y Presidente de la Sociedad Chilena de Filosofía Jurídica y Social presentó la edición del núm. 26, correspondiente a 2008, del Anuario de Filosofía Jurídica y Social. La ceremonia de presentación y entrega del texto tuvo lugar el pasado 17 del mes corriente, en la Facultad de Derecho de la Universidad de Chile, avenida Santa María 076, Santiago.
Tras palabras del profesor Squella, el profesor Paul-Ludwig Weinacht, de la Universidad de Würsburg, Alemania, diserto sobre Montesquieu: ¿hacia una superación del iustanuralismo?

Integran el contenido del núm. 26 de 2008 los siguientes secciones y estudios:
PRESENTACIÓN

ESTUDIOS
Renato Garín.
Liberalismo y neocconstitucionalismo: Los lenguajes del escepticismo, pp.11-54.
Agustín Squella.
¿Podemos decir algo acerca de la justicia?, pp. 55-86
Pablo Soto Delgado.
Las ideas detrás de la teoría pura del derecho, 87-198.
Hermann Petzold-Pernía.
Sobre la naturaleza de la metodología jurídica, pp. 199-220.
José Calvo González.
La controversia fáctica, pp. 221-256
Jaime Massardo.
Enrico Ferri en Chile, pp 257-280.

TRADUCCIONES
George Jellinek.
Injustos absoluto y relativo, pp. 281-290.
Thomas Sören Hoffmann.
Conciencia moral y estado en Lutero, Fichte y Hegel, pp. 291-326.

DEBATE
Manuel Manson.
Rawls y el socialismo, pp. 327-334.

INFORME EN DERECHO
Jorge Contesse Singh.
Las instituciones funcionan: sobre la ausencia de diálogo constitucional en Chile, pp. 335-380.

RECENSIONES

La lucha por el derecho natural (Actas de las Jornadas en Homenaje a John Finnis, a 25 años de la publicación de Natural Law and natural rigths), por Manuel Manson, pp. 381-388.
N.E. Simmonds: Law as a moral Idea, por Cristóbal Orrego S., pp. 389-396.
José Antonio Seoane y Pedro Rivas: El último eslabón del positivismo jurídico. Dos estudios sobre Joseph Raz, por Cristóbal Orrego S., pp. 397-406.
Santiago Legarre, Poder de policía y moralidad pública. Fundamentos y aplicaciones, pp. 407-415.
Hernán Corral Talciani, Cómo hacer una tesis en derecho, por Sergio Peña Neira, pp. 425-430.
Eduardo Engel y Patricio Navia, Que gane el más mejor. Mérito y competencia en el Chile de hoy, por Agustín Squella, pp. 431-434.
Fernando Quintana Bravo: Interpretación y argumentación jurídica, por Manuel Manson, pp. 435-436.
Joaquín García-Huidobro: El anillo de Giges. Una introducción a la tradición central de la ética, por Manuel Manson, pp. 437-440.

Saturday, November 14, 2009

Dreyfus, todavía



Gilles Manceron et Emmanuel Naquet (Dir.)
Être dreyfusard hier et aujourd’hui
PU Rennes (coll. Histoire), Rennes, 2009, 552 pp,
ISBN:978-2-7535 0947-4




La particularité de ce livre, parmi tous les travaux parus à l’occasion du centenaire de l’affaire Dreyfus, est de lier les nouveaux regards sur cet épisode fondamental de notre histoire à la réflexion sur un certain nombre de débats actuels, notamment sur la question de l’approche universaliste ou communautaire de la lutte contre l’antisémitisme.
En se plaçant sous l’égide de Pierre Vidal-Naquet, qui s’est défini lui-même comme, inséparablement, historien et citoyen engagé, cet ouvrage s’efforce d’ajouter à l’analyse proprement historique celle du sens qu’a pris, depuis l’Affaire et jusqu’à aujourd’hui, la notion d’engagement dreyfusard.
À partir des travaux du colloque international organisé, en association avec plusieurs institutions et sociétés savantes, par la Ligue des droits de l’Homme les 8 et 9 décembre 2006, à l’École militaire, sur les lieux mêmes où s’était déroulée, un siècle plus tôt, après la dégradation du capitaine, la cérémonie réparatrice de juillet 1906, les directeurs de cet ouvrage ont introduit d’importants compléments qui en dégagent les problématiques et les principaux points en débat.
Aux études des quarante-cinq historiens réunis ici, dont Serge Berstein, Patrick Cabanel, Vincent Duclert, Michel Dreyfus, Rémi Fabre, Robert Frank et Jérôme Grévy, s’ajoutent des contributions d’autres personnalités connues pour leur implication dans les questions relatives à la Justice, tels Lucie Aubrac, Robert Badinter, Jean-Jacques de Félice, Jean-Pierre Dubois, Nicole Dreyfus, Stéphane Hessel, Henri Leclerc, Michel Tubiana, ainsi que l’ancien premier président de la Cour de cassation, Guy Canivet, et l’avocat général à sa chambre criminelle, Didier Boccon-Gibod. Les échanges rassemblés dans ce livre prennent aussi une dimension internationale, avec les apports de Michel Abitbol, Cylvie Claveau, Simon Epstein et Norman Ingram.
Au-delà du public intéressé par l’histoire de l’affaire Dreyfus et la place fondatrice qu’elle occupe dans notre modernité républicaine, les débats soulevés dans ce livre, qui renvoient à des enjeux contemporains, concernent aussi tous les citoyens.

Sommaire
Table des matières
Les auteurs
Introduction par GILLES MANCERON et Emmanuel NAQUET,
L'engagement dreyfusard, histoire, postérité et actualité
Hommage par Geneviève DREYFUS-ARMAND et Gilles MANCERON,
PierreVidal-Naquet, «un dreyfusard en action»
Première partie. - Quelques dreyfusards méconnus
Introduction par SERGE BERSTEIN,
«Des seconds rôles?»
1.1. Gilles MANCERON et Philippe ORIOL,
Jean Ajalbert, ou l'oubli des «tristesses et des intérêts privés»
1.2. Serge BERSTEIN,
Léon Blum, un simple «juriste»?
1.3. Michel DREYFUS et Emmanuel NAQUET,
Célestin Bouglé, un durkheimien gagné à la «cause »
l.4. Michel DREYFUS,
Léon Bourgeois, ou l'entrée tardne en révisionnisme du père du solidarisme
1.5. Samuël TOMEI,
Ferdinand Buisson, ou comment résister à la folie du sens propre
1.6. Françoise BLUM,
Lude Dreyfus, de l'épouse à l'héroïne
1.7. Gilles MANCERON. Emmanuel NAQUET et Philippe ORIOL,
Mathieu Dreyfus, le «frère admirable»
1.8. Vincent DUCLERT,
Émile Duclaux ou la sdence en action
1.9. Michel DROUIN,
Le commandant Forzinetti, premier dreyfusard de l'armée française 93
1.10. Marie-Claire BANCQUART,
Anatole France, l'écrivain engagé, l'écrivain délaissé
1.11. Marc PÉNIN,
Charles Gide, «le vrai dreyfusard » le juge imperturbable»
1.12. Emmanuel NAQUET,
Arthur Giry, un homme de science au service de laVérité et de la Justice
1.13. Vincent DUCLERT,
Édouard Grimaux, la figure du savant engagé
1.14. Michel DREYFUS,
Paul Guieysse, l'Affaire et au-delà
1.15. Rémi FABRE et Emmanuel NAQUET,
Yves Guyot, ou la fusion du libéralisme et des droits de l'Homme
1.16. Emmanuel NAQUET et Philippe ORIOL,
Louis Havet, ou la nécessité de la révision jusqu'au bout
1.17. Gilles MANCERON et Emmanuel NAQUET,
Émile Kahn, ou soixante ans de dreyfusisme
1.18. Perrine SIMON-NAHUM,
Zadoc Kahn, une figure du judaïsme français restée longtemps secrète
1.19. Gilles MANCERON, Emmanuel NAQUET et Plùlippe ORIOL,
Louis Leblois, l'avocat qui joua davantage qu'un second rôle
1.20. Françoise BLUM,
Aline Ménard.Dorian, du salon à la scène politique
1.21. Pierre MICHEL,
Octave Mirbeau et l'engagement éthique
1.22. Rémi FABRE, Gilles MANCERON et Emmanuel NAQUET,
Mathias Morhardt, un dreyfusard historique et problématique
1.23. Anne-Laure ANIZAN,
Paul Painlevé, la posture du mathématicien devant la vérité
1.24. Patrick CABANEL,
Félix Pécaut, laïcité protestante et dreyfusisme
1.25. Frédérique DUFOUR, Jean Psichari, un exemple d'intégration sociale parachevée par le dreyfusisme
1.26. Gilles CANDAR, Emmanuel NAQUET et Philippe ORIOL,
Pierre Quillard, écrivain, défenseur des hommes et des peuples
1.27. Hervé DUCHÊNE,
Salomon Reinach, un cadet en Dreyfusie
1.28. André HÉLARD,
Henri Sée, dreyfusard au nom de la science et en haine du cléricalisme
1.29. Emmanuel NAQUET,
Charles Seignobos, un membre du «parti de la justice et de l'humanité»
1.30. Bertrand FAVREAU,
Ludovic Trarieux, ou l'oubli d'un des premiers dreyfusards
1.31. Jérôme GRÉVY,
Pierre Waldeck.Rousseau, un dreyfusard de raison?
1.32. Vincent DUCLERT,
Alfred Dreyfus, un dreyfusard méconnu

Deuxième partie. - Des milieux à revisiter
Introduction par Jérôme GRÉVY,
Des histoires décalées et emboîtées: associations, revues et éditeurs
2.1. Jean-Marie MAYEUR,
Le Comité catholique pour la défense du droit, une phalange de dreyfusards avancés
2.2. Jacqueline LALOUETTE,
La Fédération française de la Libre Pensée: une intervention tardive et ambiguë
2.3. Jean-Paul MARTIN,
La Ligue de l'enseignement: une participation attentiste à la culture politique républicaine
2.4. Édouard BOEGLIN,
Le rendez..vous raté de la franc-maçonnerie
2.5. Colette COSNIER,
La Fronde, un «journal entièrement dirigé, rédigé... par les femmes» au coeur de l'Affaire
2.6. Paul-Henri BOURRELIER,
La Revue blanche ou l'engagement de la jeunesse
2.7. Jean-Yves MOLLIER,
Les éditeurs français face à l'Affaire

Troisième partie. - Des moments, des lieux et des représentations
Introduction par Rémi FABRE,
Une affaire de sons
3.1. André BACH,
Les officiers de la «Grande Muette» et l'un des leurs
3.2. Alain MONCHABLON,
Le Quartier latin, un microcosme.révélateur des oppositions issues de 1'Affaire
3.3. Marcel THOMAS,
La légende des aveux: naissance et mort d'une rumeur.
3.4. Danielle TARTAKOWSKY,
L'omniprésence de la rue
3.5. Stéphane GACON,
L'atmnistie: «l'incident est clos»?
3.6. Didier BOCCON-GlBOD,
Le rôle du parquet général de la Cour de cassation dans l'Affaire
3.7. Alain PAGÈS,
Les représentations romanesques de l'affaire Dreyfus
3.8. Patrick CABANEL,
Après l'Affaire: nostalgie de dreyfusards «désaffairés»

Quatrième partie. - L'antisémitisme avant, pendant et après l'Affaire Introduction par Emmanuel NAQUET,
Le péril et la riposte
4.1. Perrine SIMON-NAHUM,
Les bastions antisémites des droites cléricales et nationalistes au XIXe siècle
4.2. Vincent DUCLERT,
L'explosion de l'antisémitisme au début de l'Affaire
4.3. Nicole SAVY,
Romantisme et antisémitisme: la littérature au piège des stéréotypes.
4.4. Michel ABITBOL,
L'antisémitisme algérien, un phénomène colonial dans l'affaire Dreyfus.
4.5. Michel DREYFUS,
L'antisémitisme à gauche aussi
4.6. Gilles CANDAR,
Le cas Jaurès
4.7. Cylvie CLAVEAU, Le combat dreyfusard et la question de l'antisémitisme à l'épreuve du XXe siècle
4.8. Norman INGRAM,
Qui a tué la Ligue des droits de l'Homme? La Ligue, les nazis et la chute de la France en 1940
4.9. Simon EPSTEIN,
Les dreyfusards sous l'Occupation
4.10. Michel TUBIANA,
Le combat contre l'antisémitisme comme combat pour la justice universelle

Cinquième partie. - Postérité de l'engagement dreyfusard
Introduction par Gilles MANCERON,
L'universalisme en question: l'Affaire comme référence et comme modèle
5.1. Rémy CAZALS,
La lutte pour la réhabilitation des victimes des tribunaux militaires de la Grande Guerre
5.2. Lude AUBRAC,
La mémoire de l'Affaire dans le combat de la Résistance
5.3. Éric AGRIKOLIANSKY,
Réédition ou réinvention? Le modèle du combat dreyfusard dans la guerre d'Algérie
5.4. Nicole DREYFUS,
D'une enfance alsadenne à la guerre d'Algérie: racines et permanences du combat drey:fusard.
5.5. Jean-Jacques de FÉLICE,
La pédagogie de l'Affaire dans la guerre d'Algérie
5.6. Benjamin STORA,
Impact et postérité de l'Affaire chez les Juifs d'Algérie
5.7. Henri LECLERC,
Du refus de la raison d'État à celui de la raison éconotnique
5.8. Guy CANNET,
La Cour de cassation et la défense des droits des justiciables
5.9. Carlos Miguel HERRERA,
L'autre combat pour l'universel: les droits sociaux
5.10. Catherine FHIMA,
Les effets de l'affaire Dreyfus à travers qudques figures juives
5.11. Stéphane BESSEL,
Le dreyfusisme aujourd'hui
Postface par Jean-Pierre DUBOIS,
Le combat pour les droits de l'Homme, aujourd'hui comme aux temps de l'affaire Dreyfus
Index nominum

Gilles Manceron est l’auteur notamment de Marianne et les colonies (La Découverte, 2003, ISBN 13: 9782707138798), 1885, Le tournant colonial de la République (La Découverte, 2007, ISBN 13 : 9782707149374), et, en collaboration avec Claude Liauzu, La colonisation, la loi et l'histoire (Syllepse, 2006, ISBN 13 : 9782849500873) et avec Madeleine Rebérioux le recuil de textes du XVIIIe SIECLE à 1848, Droits de l'Homme. Combats du siècle (Seuil, 2004, ISBN 13: 9782130563754 ).
Emmanuel Naquet, chercheur au Centre d’histoire de Sciences Po-Paris, auteur en 2005 d’une thèse sur la Ligue des droits de l’Homme de 1898 à 1940, à paraître chez Fayard, est membre des comités de rédaction d’Histoire@Politique. Politique, culture, société et de Matériaux pour l’histoire de notre temps.

Tuesday, November 10, 2009

Cinema, Letteratura e Diritto. Images of Justice/Images de justice. Sezione napoletana. Mafia e Stato



Presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’ambito della rassegna “Cinema, Letteratura e Diritto” Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo, Raffaele Marino, procuratore aggiunto della Repubblica di Torre Annunziata, Lia Sava, sostituto procuratore della DDA di Palermo e Franco Fichera, Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa prenderanno parte alla proiezione del film di Pietro Germi In nome della legge (Italia, 1949).
Il film di Germi racconta la storia di un pretore settentrionale che lavorando in Sicilia si trova in conflitto con un potente latifondista. Dovrà scontrarsi con mille difficoltà ed un muro di omertà. Un film intenso e di grande riflessione civile, che è stato tratto dal romanzo Piccola pretura del magistrato Giuseppe Guido Lo Schiavo ed ha avuto tra gli sceneggiatori Federico Fellini. Ha vinto tre nastri d'argento: miglior attore protagonista per Massimo Girotti, miglior attore non protagonista per Saro Urzì e premio speciale per la regia di Pietro Germi.
Quest’incontro dedicato a “Mafia e Stato” segna l'avvio delle attività della sezione napoletana, dopo quelle di Bologna e Palermo, del network internazionale di ricerca Images of Justice/Images de justice, nato da un'idea di Antoine Garapon e Barbara Villez.
La sezione napoletana del network afferisce al CRIE (Centro di ricerca sulle istituzioni europee) dell'Università Suor Orsola Benincasa ed è coordinata da Francesco De Sanctis (direttore scientifico del CRIE), Raffaele Marino (procuratore aggiunto di Torre Annunziata) e Gennaro Carillo (ordinario di Storia delle dottrine politiche nella Facoltà di Lettere di Suor Orsola e membro del CRIE).
La facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa, con il sostegno dell’Associazione amici di Suor Orsola per la Promozione degli Studî Giuridici, ha voluto fortemente anche nell’anno accademico 2009-2010 il ritorno della rassegna Cinema, Letteratura Diritto con un duplice obiettivo: rafforzare i percorsi formativi integrativi all’interno dei corsi di laurea ed avere un momento di incontro sui temi del diritto e della giustizia per la città, per la comunità dei giuristi ed in particolare per i giovani studiosi del settore.
“Si tratta di un’iniziativa originale –spiega Franco Fichera, preside della Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola– nata nel 2006 nel nostro Ateneo ed ora riproposta anche in altre università, il che per noi rappresenta un motivo di grande soddisfazione. Anche perché in un contesto accademico molto attento agli approfondimenti teorici ed alle dimensioni pragmatiche del diritto, a mio giudizio, per gli studenti assume un grande valore didattico e di riflessione potersi confrontare con gli sguardi sulla realtà che può offrire un’opera letteraria o cinematografica”.
La rassegna ha per titolo Davanti alla legge. Immaginare il diritto con un chiaro riferimento alla celebre parabola kafkiana sulla necessità della legge (la porta aperta), sulla sua destinazione, sulla sua forma e interpretazione; parabola nella quale Kafka riprende, riscrivendola, una tradizione secolare che risale a Origene.
Come da tradizione, il ciclo di incontri di Cinema, Letteratura e Diritto alterna proiezioni cinematografiche a lezioni sui classici della letteratura, sempre con il filo conduttore del diritto e dei suoi tanti risvolti pratici e teoretici.
La rassegna proseguirà tutti i martedì alle ore 15.30 fino al 15 Dicembre 2009 e vedrà, tra gli altri, gli autorevoli interventi di Antoine Garapon, direttore dell’Istituto di Alti Studi sulla Giustizia di Parigi, Roberto Escobar, docente di filosofia politica all’Università di Milano e firma prestigiosa della critica cinematografica per il Sole24ore, Roberto Scarpinato, scrittore e procuratore aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e dell’avvocato e scrittrice Simonetta Agnello Hornby

Saturday, November 07, 2009

Derecho y Literatura. Universidad Nacional del Sur


Cursos y Seminarios en la Universidad Nacional del Sur (Bahía Blanca. Provincia de Buenos Aires. Argentina)


En el marco del seminario sobre Derechos e Instituciones se llevará a cabo el curso “Derecho y literatura: vergüenza, castigo y culpabilidad” a cargo del doctor Jaime Malamud Goti, docente de la UBA y la Universidad de San Andrés. Será impartido el 9 de noviembre a las 15 hs, en el Aula 2 de Avenida Colón 48, en la Universidad Nacional del Sur. Inscripciones en la Mesa de Entradas del Departamento de Derecho en Colón 50, Altos, de 8 a 19.30. Se entregarán certificados de asistencia.


Jaime Malamud Goti es Abogado, egresado de la Universidad de Buenos Aires (1965). Es Doctor en Derecho y Ciencias Sociales (1976), título de la Universidad de Buenos Aires. Fue Procurador Fiscal de la Corte Suprema de Justicia de la Nación durante los años 1987-1988.
Foto:

Universidad Nacional del Sur. Foto www.irlandesesbb.com.ar

Thursday, October 29, 2009

Derecho y Literatura. Hacer frente a la injusticia


Heinrich von Kleist (Frankfut, 1771-Berlín, 1811)

Durante los días 26, 27 y 28 de octubre tuvo lugar el primer Seminario de Derecho y Literatura de los previstos para el presente Curso Académico 2009-2010. Dirigido a los alumnos de Filosofía del Derecho Vº Curso (Grupos A y B) de la Licenciatura en la Facultad de Derecho de la Universidad de Málaga, fue impartido a más de 50 asistentes y coordinado por el Prof. Dr. José Calvo González

Lectura previa de la nouvelle Michael Kohlhaas (1811) de Heinrich von Kleist. Fabula austera y sobria narración sobre la historia de Michael Kohlhass, tratante de caballos, que sufre el abuso del poderoso noble sajón Wenzel von Tronka cuando al tratar de atravesar sus dominios dirigiéndose al mercado en Dresde, aquél le toma en prenda dos de aquéllos obligándole a solicitar unos documentos para poder recuperarlos. La pretensión reivindicatoria planteada por Kohlhaas será sucesivamente rechazada por la administración judicial sajona, y tras intentar por otros medios legales recuperar lo que es suyo, decide hacer frente a la injusticia ….
"En Michael Kohlhaas, la más grande historia que jamás se haya escrito sobre la letra y el espíritu de la ley, su violación y la sed de justicia, Kleist muestra la trágica violencia inmanente a la sacrosanta exigencia de obtener y hacer justicia" (Claudio Magris).

Materiales de Seminario


HEINRICH VON KLEIST
MICHAEL KOHLHAAS
ALBA EDITORIAL,
Barcelona, 2007
141 pp.
ISBN: 9788484283263



HEINRICH VON KLEIST
MICHAEL KOHLHAAS
Editorial Nórdica Libros
Madrid, 2006
167 pp.
ISBN: 9788493485443


FUERON TEMAS PARA DISCUSION EN SEMINARIO

- Fiat iustitua et pereat mundus
El coste de la justicia

- Justicia y statu quo
“Mi carácter natural hace que prefiera cometer una injusticia a soportar un desorden” [Johann W. Wolfgang von Goethe (1749-1832)]. Contexto histórico (Campaña de Francia y Cerco de Maguncia, Espasa Calpe, Madrid, 1928, T. II, p. 137) y significados posibles (el desorden del odio/ injusticia de la liberalidad). Injusticia y desorden

- Desobediencia a las normas
- Seguridad jurídica
- El derecho de los poderosos
- Venganza y Derecho
- Los "remedios" o "mercedes" procesales en España (s. XVI-XVII). Primera suplicación, segunda suplicación e injusticia notoria (Sala de las mil y quinientas).

- Condiciones del contrato de sociedad: libertad, propiedad, conservación.
1) “El que me niega la protección de las leyes, me empuja hacia los salvajes del desierto, y pone en mis manos la espada que me protegerá” (fragmento de Michael Kohlhaas)
2) Johann Gottlieb Fichte (1762- 1814). El Estado es un medio, sólo el garante y el realizador del derecho. “Quien nada ha recibido en propiedad exclusiva, a nada ha renunciado; en concepto del Derecho está aislado, ya que no ha participado en el proceso y conserva su primordial título jurídico de hacer en todas partes lo que quiere y no más que lo que quiere”. El Estado comercial cerrado (1800)

- Justicia y oportunidad. La analogía y el Derecho
1) “Concluía diciendo que en este caso extraordinario no debía tener reparos en negociar con un ciudadano que había tomado las armas, el cual, de hecho, había dejado de depender en cierto modo del Estado debido a la actitud que se había tenido con él, y que, en resumidas cuentas, para liquidar el asunto habría que considerarlo más como una fuerza extranjera que hubiera invadido el país, para lo cual, puesto que era extranjero, en cierto modo reunía todas las cualidades, mejor que si fuera un rebelde que se hubiera alzado contra el trono” (de la carta de Martín Lutero al Príncipe elector de Sajonia).
2) Examen y valoración de las diferentes propuestas formuladas por los consejeros del Príncipe elector de Sajonia.

- Los elementos mágicos. Justicia poética
“Dando un repentino paso, que extrañó a la guardia que lo rodeaba, se pegó a él y se quitó el relicario del pecho; sacó el papel, rompió el sello y la leyó por encima y, con la mirada impasiblemente vuelta hacia el hombre de las plumas blancas y azules, que comenzaba ya a dar alas a sus dulces esperanzas, se lo metió en la boca y se lo tragó. Al ver aquello, el hombre de las plumas blancas y azules se desmayó y cayó al suelo en medio de profundas convulsiones”.

- Coherencia personal y paradojas trágicas

- Sobre el pesimismo romántico de Kleist
Addenda.
Rudolf von Ihering, La Lucha por el Derecho (Der Kampf ums Recht, 1872) cap. IV, La lucha por el Derecho en la esfera social. Donde escribe: "Lo que hay de profundamente conmovedor en la trágica suerte de ese hombre es que las cualidades que contituyen y distinguen lo noble de su naturaleza, es decir, ese sentimiento ardiente e ideal del derecho, ese sacrificio heroico en defensa de una idea, en contacto con el mundo miserable de entonces, donde la arrogancia de los Grandes no tenía igual más que en la venalidad y la cobardía de los jueces, se vuelven precisamente contra éstos. [...] Cualquiera que sea la injusticia que nosotros hayamos de sufrir, por violenta que sea, no hay para el hombre alguna que pueda ser comparada a la que comete la autoridad por Dios establecida cuando viola la ley. El asesinato judicial, como lo llama perfectamente nuestra lengua alemana, es el verdadero pecado mortal del derecho. El que estando encargado de la administración de justicia se hace asesino, es como el médico que envenena al enfermo, como el tutor que hace prerecer al pupilo [...] El que ha sido víctima de una injusticia corrompida y parcial, se encuentra violentamente lanzado fuera de la vía legal, se hace vengador y ejecutor de su derecho, y no es raro que, lanzado por la pendiente, fuera de su fn directo, se declare enemigo de la sociedad, bandolero y homicida. Si su naturaleza es noble y moral, como la de Miguel Kohlhass, podrá sobreponerse a esas tendencias, pero llegará a ser criminal, y en sufriendo la pena correspondiente a su falta, mártir de su sentimiento del derecho. Se dice que la sangre de los mártires no corre en vano, y aquí puede ser esto una gran verdad; es posible que su sombra suplicante subsista largo tiempo, porque una opresión del derecho semejante a la que él había sido víctima, queda hasto impresa para ser olvidada".


Seminario alternativo Derecho y Cine:



MICHAEL KOHLHAAS. Der Rebell (1969), basada en la novela homónima de Heinrich von Kleist dirigida por Volker Schlöndorff; guión de Edward Bond, Clemente BiddleWood y Volker Schlöndorff. Fotografía de Willy Kurant. Editado por Claus von Boro, Producción de Jerry Bick. Distribuida por Columbia Pictures. Duración: 95 minutos. Idioma: Alemán e Inglés



Volker Schlöndorff .
Wiesbaden, Hessen (Alemania)1939